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Adattamenti all'ambiente peritidale di alcune specie malesi dei generi Periophthalmus, Periophthalmodon e Boleophthalmus (Pisces, Gobiidae, Oxudercinae, Periophthalmini): ricerche ecologiche e messa a punto di un apparato per l'allevamento in condizioni semi-naturali.

Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Polgar
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Naturali
  Relatore: Luciano Bullini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

Lo studio ha come oggetto alcune specie appartenenti a 3 generi di gobidi (Periophthalmus, Periophthalmodon e Boleophthalmus), caratterizzate da spiccate capacità anfibie e distribuite negli ambienti intertidali fangosi tropicali e subtropicali della regione indo-pacifica e dell’Africa occidentale. L’area di studio comprende alcuni ecosistemi a mangrovia e di piana tidale distribuiti lungo la costa occidentale della penisola malese, area in cui si registra per il gruppo la più elevata biodiversità e che probabilmente ne rappresenta il centro radiativo (Murdy, 1989). Questo gruppo costituisce un esempio di peculiare percorso evolutivo nell’ambito degli ecosistemi litorali di transizione, a cavallo di una delle barriere ecologiche più nette e difficilmente penetrabili: quella fra ambiente acquatico ed ambiente terrestre. Un continuum di adattamenti alla vita anfibia corrisponde alla distribuzione delle diverse specie lungo un gradiente ambientale che va dalla zona subtidale a quella supratidale.
Al vivo interesse che questo gruppo ha suscitato in alcuni campi, quali la fisiologia della respirazione, dell’osmoregolazione e dell’escrezione (Graham, 1997), si contrappone una notevole ignoranza della loro biologia evolutiva, ecologia ed etologia.
Uno dei due obiettivi di questo studio è di contribuire allo sviluppo della conoscenza dei gobidi oxudercini in ambito eco-etologico ed eco-evolutivo, con riferimento particolare agli adattamenti alla vita anfibia. La distribuzione spaziale in relazione ad alcuni parametri ambientali e la descrizione dei comportamenti di spostamento durante il ciclo tidale hanno evidenziato interessanti correlazioni fra tratti morfologici ed ecologici, il cui possibile significato adattativo è stato discusso.
Sono state allevate ed osservate in laboratorio ed in condizioni semi-naturali due specie di perioftalmi (Periophthalmus gracilis, P. novemradiatus) con grado relativamente elevato di specializzazione alla vita anfibia. Parte della ricerca è stata dedicata al tentativo di riprodurre le condizioni ideali per l’osservazione e lo studio in laboratorio, per poi soffermarsi sulle correlazioni fra comportamento anfibio (territoriale e aggressivo), alcuni parametri ambientali ed il grado di sviluppo (ontogenesi).
Una maggiore comprensione della filogenesi del gruppo, apportata da appropriati studi morfologici e molecolari (Polgar & Khaironizam, in prep.), permetterebbe in futuro di interpretare in chiave evolutiva la gradualità degli adattamenti alla terrestrialità osservabili sul campo ed in laboratorio in ambito eco-etologico, evidenziando meccanismi di grande interesse teorico. Suggestiva risulta la possibilità che tale ricostruzione possa contribuire ad interpretare meccanismi convergenti alla base della transizione dall’acqua alla terraferma degli antenati dei vertebrati terrestri (Schultze, 1999). Passaggio cruciale della storia evolutiva di un gruppo animale di cui, fatto non irrilevante, facciamo parte.
L’altro obiettivo, forse anche più importante, consiste nel contribuire, mantenendo vivo l’interesse scientifico, allo studio e alla salvaguardia di questi peculiari ecosistemi, tentando di fornire degli strumenti per consentirne una gestione più oculata e quindi la protezione di alcune delle specie più significative. Gli oxudercini fanno parte di complesse e ricche biocenosi che vivono nelle foreste a mangrovie e sulle piattaforme di fango, ecosistemi su cui la pressione antropica è intensamente esercitata da terra e da mare. Il patrimonio naturalistico e scientifico che alcune di queste specie costituiscono è oggi minacciato dalla rapida espansione economica e demografica, esasperata dai recenti fenomeni di economia globale, di diversi paesi in via di sviluppo.

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 4 Introduzione “The world is fixed, we say: fish in the sea, birds in the air. But in the mangrove swamps by the Niger, fish climb trees and ogle uneasy naturalists who try unsuccessfully to chase them back to the water. There are still things coming ashore” (Eiseley L. 1957) Con il nome vernacolare anglofono di mudskippers sono comunemente indicati 3 generi di gobidi (Periophthalmus, Periophthalmodon e Boleophthalmus1), che attualmente comprendono 23 specie caratterizzate da spiccate capacità anfibie, distribuite negli ambienti intertidali fangosi tropicali e subtropicali della regione indo-pacifica e dell’Africa occidentale. L’area di studio del presente lavoro comprende alcuni ecosistemi a mangrovia e di piana tidale distribuiti lungo la costa occidentale della penisola malese, dove si registra per il gruppo la più elevata biodiversità in tutto l’areale di distribuzione, e che probabilmente ne rappresenta il centro radiativo (Murdy 1989). La capacità di alcune di queste specie di interagire con l’ambiente subaereo e terrestre, approssimata forse solo da alcuni membri del sottordine Blennioidei (Teleostei: Perciformes)2, rimangono insuperate fra i pesci (Par. 3.3.6.). Perioftalmi (genere Periophthalmus) e perioftalmodonti (genere Periophthalmodon) in particolare, comprendono specie che hanno suscitato curiosità sin dagli albori della scienza naturale. Questi animali costituiscono un esempio eccellente di come i vertebrati abbiano potuto e continuino ad intraprendere peculiari percorsi evolutivi nell’ambito degli ecosistemi di transizione. Tali percorsi li hanno condotti e continuano a condurli all’attraversamento di una delle 1 I 3 generi verranno abbreviati rispettivamente come P., Pn., B.; è da notare che comunemente il nome indica un altro genere: Scartelaos, presente nell’area di studio (Murdy 1986, 1989, Khaironizam, com. pers.), ma che non si è avuto modo di osservare. 2 detti rockskippers e legati agli ambienti intertidali rocciosi (Horn et al. 1999).

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Parole chiave

biologia marina
ecologia
ecologia tropicale
ecosistemi tropicali
etologia
evoluzione
gobidi
mangrovie
perioftalmi
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