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Impiego dell'ape (Apis mellifera L.) e delle api solitarie nel monitoraggio ambientale in un'area del Comune di Rosignano Marittimo (LI).

Questa tesi si inserisce nell’ambito del programma di due progetti nazionali: il primo, inerente l’impiego di bioindicatori, fa capo al Gruppo Nazionale per la Difesa dai rischi chimico-industriali ed ecologici (CNR); il secondo, finalizzato ad attività sperimentali nel settore apistico fa capo al gruppo MiPA-A.M.A. (Ape, Miele, Ambiente). Lo scopo di questa tesi è stato quello di monitorare la qualità dell’aria e il grado di biodiversità, in un territorio caratterizzato da un forte impatto antropico, sia agricolo sia industriale. All’interno dell’area soggetta ad indagine sono stati individuati un ecosistema naturale, caratterizzato da macchia mediterranea, e un agroecosistema caratterizzato dalla successione di colture erbacee. Nei due ecosistemi è stata collocata una stazione costituita da due alveari di Apis mellifera L.. Per mezzo del controllo settimanale delle curve di mortalità e delle analisi, eseguite in base alla produzione stagionale, sulla matrice miele sono stati monitorati alcuni importanti inquinanti dell’aria come i radionuclidi del Piombo (210Pb, 212Pb, 214Pb), dello Iodio (131I), del Cesio (137Cs, 134Cs) del Potassio (40K) e del Mercurio (197Hg, 203Hg). Sempre nei due ecosistemi scelti è stato individuato, in ciascuno di essi, un transetto caratterizzato da lunghezza e tempi di percorso fissi dove effettuare mensilmente la cattura degli Apoidei presenti, unita al conteggio di quelli osservati. Sempre nei due ecosistemi, inoltre, sono stati collocati mensilmente dei nidi trappola per taluni Apoidei. I dati inerenti alle catture e i nidi trappola sono stati analizzati mediante formule di biodiversità di Shannon e Simpson e gli Indici di Sorensen e di Turnover. Le curve di mortalità non si sono discostate da quelle standard. Le analisi del miele hanno fornito valori di radioattività al di sotto del limite minimo di rilevabilità dello strumento per Cesio e Mercurio; i valori di Potassio, Piombo e Iodio sono risultati appena al di sopra di tale limite. L’analisi della biodiversità eseguita sugli insetti catturati nei transetti e con i nidi trappola risulta essere discordante. In particolare i transetti forniscono una biodiversità maggiore per l’agroecosistema mentre i nidi per l’ecosistema naturale. Tuttavia, in entrambi i casi risulta che l’Indice di somiglianza di Sorensen e l’Indice di Turnover evidenziano chiaramente una maggiore stabilità per l’ecosistema naturale.
L’aria della zona oggetto di indagine pertanto apparentemente non risulta inquinata; ciò è in particolare avvalorato anche da quanto riportato dai valori pervenuti da fonti ufficiali quali quelli dell’A.R.P.A.T..
Nei due ecosistemi, in totale, sono stati riscontrati 28 generi di Apoidei su 61 presenti in Italia. I valori di biodiversità risultati dall’uso dell’indice di Shannon relativi ai transetti si collocano sia per l’ecosistema naturale sia per l’agroecosistema su livelli inferiori a quelli registrati per la duna e il bosco da Pawlikowski e Cupisti. L’apparente discordanza tra i valori registrati con le due metodologie è da attribuire al fatto che il transetto probabilmente rileva le metapopolazioni (presenti solo temporaneamente nell’ecosistema indagato) tipiche di ambienti temporaneamente o spazialmente frammentati, al contrario del nido dove nidificano solo gli Apoidei residenti. In sostanza la comunità degli Apoidei analizzata mediante la tecnica dei nidi artificiali favorirebbe la misura della biodiversità e quella analizzata con il metodo dei transetti potrebbe fornire utili indicazioni sullo stato di frammentazione ambientale; quindi, a seconda dell’ecosistema che si vuole indagare, risulterà più indicato ricorrere all’una o all’altra tecnica.

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1PREMESSA In tempi recenti, alla luce del sempre maggior interesse per la valutazione della qualità e del grado di salubrità dell’ambiente, sono state avviate in Italia importanti iniziative, nell’ambito del biomonitoraggio ambientale, vòlte a fornire informazioni complementari (e non sostitutive) a quelle ottenute attraverso il monitoraggio strumentale. In tal senso, risulta di fondamentale importanza il programma avviato recentemente dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (A.N.P.A.) in collaborazione con le Agenzie Regionali (A.R.P.A.) per la realizzazione di un sistema di monitoraggio biologico della qualità dell’aria sul territorio nazionale. A questo gruppo di lavoro così costituito hanno successivamente aderito le Università e gli Enti di ricerca, grazie al contributo dei maggiori esperti nazionali in materia. L’obiettivo principale di questo gruppo è quello di definire un indice standard nazionale di qualità dell’aria basato sull’impiego di organismi viventi quali licheni, muschi, piante vascolari ed api. L’A.N.P.A., in collaborazione con l’Agenzia Europea per l’Ambiente (E.E.A.) intende rendere tale indice compatibile con quelli già impiegati in altri Paesi comunitari al fine di predisporre di dati omogenei su tutto il territorio dell’U.E. Sempre nell’ambito della valutazione della qualità e del grado di salubrità ambientale, assume un particolare rilievo il recente varo del Progetto Finalizzato per la ricerca apidologica, denominato A.M.A. (Ape, Miele, Ambiente) e finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, che vede la partecipazione, per la prima volta coordinata, di 23 Istituti ed Enti di ricerca che svolgono attività sperimentale nel settore apistico. Tra i principali obiettivi perseguiti da questo progetto figurano i seguenti: 1) valorizzare quelle risorse naturali che possono

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Nardi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Mauro Pinzauti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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Parole chiave

api
apis mellifera
biodiversità
bioindicatori
biomonitoraggio
radioattività

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