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Il marketing dei musei. Il caso della fondazione Guggenheim.

Negli ultimi anni si è spesso riproposto il dibattito a proposito dell’opportunità della commistione tra economia e cultura. Il problema storico del rapporto tra arte e denaro (arte piegata alle regole del mercato o “arte fine a se stessa”) si ripropone oggigiorno sotto un’ottica diversa: volendo affermare la rilevanza dell’arte anche come attività economica, viene avvertita da alcuni tra economisti ed operatori del settore la necessità di adottare un approccio allo studio e alla gestione dei beni culturali orientato ai principi dell’economia.
Stimolati dagli avvenimenti e dai nostri interessi personali, anche noi abbiamo voluto fornire il nostro contributo, focalizzando l’analisi su due aspetti del mondo della cultura e dell’economia: il museo e il marketing. Viene sentita in maniera sempre maggiore, infatti, la necessità e l’opportunità di sperimentare nuovi modelli organizzativi e gestionali delle strutture museali. Tra i vari strumenti presi in considerazione ovviamente non può mancare il marketing, “parola magica” in grado ancora di suscitare in molti entusiasmo o repulsione solo a sentirne il suono.

Vogliamo analizzare l’evoluzione dal museo tradizionale, struttura product-oriented, preoccupata principalmente a conservare, studiare, ricercare, inventariare, catalogare e tutelare oggetti, opere e collezioni, al museo market-oriented, in cui l’erogazione del servizio museale avviene basandosi sui bisogni del visitatore, in un’ottica di orientamento al consumatore propria della disciplina del marketing, finalizzata a favorire l’incontro tra domanda ed offerta.

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VII INTRODUZIONE “Tutta l’arte è perfettamente inutile” Oscar Wilde L’arte rappresenta sicuramente uno degli elementi che hanno permesso all’essere umano di poter affermare di essersi innalzato al di sopra della condizione animale, entrando a far parte del patrimonio culturale di ogni società umana, insieme alle conoscenze, le credenze, la scienza, la morale, la legge, i costumi ed ogni altra abitudine e capacità acquisite dall’uomo nel corso della storia. Una delle prime forme di espressione universalmente riconosciuta, l’arte nelle sue varie forme (pittura, scultura, musica, poesia, danza, architettura, teatro, fotografia, cinema) ha accompagnato l’uomo nella sua evoluzione, assumendo nei secoli valori e significati a volte diametralmente opposti: mezzo per l’affermazione della collettività o dell’individuo; strumento per l’esaltazione dello Stato o della lotta contro di esso, da incoraggiare e patrocinare nel primo caso, da ostacolare e censurare nel secondo; privilegio di pochi o patrimonio di tutti; manifestazione di Dio o del Diavolo; specchio dei sentimenti e del pensiero di un’epoca, recupero dei valori del passato o avanguardia di cambiamenti futuri. Anche se si volesse stabilire quale sia la reale utilità dell’arte, magari valutandola in base ad uno dei parametri che dominano la nostra società qual è il denaro, le opinioni sarebbero contrastanti. Negli ultimi anni questo dibattito si è spesso riproposto a proposito dell’opportunità della commistione tra economia e cultura. Il problema storico del rapporto tra arte e denaro (arte piegata alle regole del mercato o “arte fine a se stessa”) si ripropone oggigiorno sotto un’ottica diversa: volendo

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Sbattella Contatta »

Composta da 415 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.