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Un Corpo Altro - Il perturbante delle trasformazioni corporee nel cinema

Il cinema, fabbrica di sogni precodificati, ha bisogno dello spettatore per rendere significative immagini, storie e volute evocazioni.
Il sentire perturbante, al quale S. Freud dedicò un saggio nel 1919 si presenta unicamente nello spettatore che rileva nel testo filmico spazi da colmare con la propria storia.
Secondo l'ipotesi avanzata il sentire unheimlich di fronte alle trasformazioni corporee  del cinema deriverebbe dalla (ri)attualizzazione nell'hic et nunc di dubbi e perplessità dello spettatore in relazione alla propria trasformazione corporea.
Il lavoro si basa su un'indagine interpretativa condotta a partire dai risultati di una ricerca esplorativa che ha proposto sei capolavori cinematografici ad altrettanti soggetti sperimentali.

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5 prefazione Quando avevo tredici anni qualcuno lasciò inavvertitamente, in un posto troppo accessibile per un animo curioso, la videocassetta de Il silenzio degli innocenti (1991) di Jonathan Demme, un film non certo consigliabile ad un ragazzino. Più che le scene macabre dell’opera di Demme, rimasero impressi nella mia mente i dialoghi claustrofobici tra l’ex-psichiatra Lecter/Hopkins e l’agente Starling/Foster, echi di realtà inconsce fuori e dentro sé. Ebbi la sensazione prepotente che il cinema e la psicologia avrebbero in qualche modo segnato la mia vita. Qualche tempo più tardi mi iscrivo alla Facoltà di Psicologia. Il secondo anno, all’esame di Psicologia Dinamica, presento al prof.Stella un lavoro sull’interpretazione psicoanalitica del film Magnolia (1999) di Paul Thomas Anderson, altra opera cinematografica fondamentale della mia filmografia. Il primo contatto diretto con lo studio psicologico della fruizione artistica avviene tramite la lettura del capitolo Quelli che amano il bello. Personalità e sensibilità estetica di Dogana, Gilli, Colombo (1999), nel testo Tipi d’oggi (Dogana, 1999) preparando l’esame di Psicologia della Personalità. L’anno successivo seguo il corso di Psicologia dell’Arte e della Letteratura della prof.ssa Gilli con estremo interesse, rimanendo particolarmente colpito dal perturbante, particolare qualità del sentire sperimentabile in specifiche situazioni di fruizione artistica. All’esame presento un elaborato sul motivo perturbante del doppio nell’opera di David Cronenberg Inseparabili (1988). Ora il seguente lavoro. Parla di psicologia dell’arte. E parla di cinema. Inequivocabili la circolarità e le simmetrie dell’esperienza.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Renato Barucco Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8819 click dal 27/01/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.