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Studio sugli strumenti volontari di gestione ambientale: Analisi delle dichiarazioni ambientali EMAS relative a cicli di smaltimento dei rifiuti

Fino a pochi anni fa, il “rispetto dell’ambiente” rappresentava per le imprese una sollecitazione “etica” proveniente da settori minoritari, che a volte arrivava ad assumere forme radicali come il rifiuto di fondo della stessa civiltà industriale.
Nell’arco di trenta anni l’ambiente si è trasformato da fornitore di risorse e “raccoglitore di scarti industriali” a contesto che va analizzato, protetto al fine di evitare la possibilità che esso incida negativamente sull’efficienza, sulla prosperità e sulla sopravvivenza dell’impresa. L’Unione Europea ha da qualche tempo deciso di sostenere quest’approccio delle aziende affiancando, a norme che impongono limiti di emissione e prevedono sanzioni per il mancato rispetto di standard, regolamenti, protocolli d’azione volontari.
Fino a poco tempo fa i pubblici poteri avevano puntato, particolarmente in Italia, sugli strumenti di “command and control”. rilevati inadatti per alcune implicazioni a volte contraddittorie; infatti, se da una parte essi possono creare stimoli ad innovare, incentivare lo sviluppo di nuove imprese, dall’altra possono favorire la dislocazione delle attività in aree più tolleranti in tema ambientale o appesantire eccessivamente gli obblighi burocratici, deprimendo l’imprenditorialità e ostacolando le imprese italiane impegnate in una competizione internazionale.
Le norme cogenti in materia ambientale non possono essere più disattese, ma può essere utile anche adottare un approccio proattivo. L’esempio più rappresentativo di questi nuovi strumenti sono le norme di carattere volontario come la norma internazionale UNI EN ISO 14000, ed il Regolamento EMAS.
Porsi in un’ottica di custodia ambientale consente di raggiungere vantaggi interni ed esterni, permette di ottimizzare l’utilizzo delle risorse interne, eliminando i possibili sprechi, migliorare la propria immagine nei confronti dell’opinione pubblica, instaurare un dialogo diretto con le istituzioni di controllo e la popolazione locale evitando l’insorgere di fenomeni di stato di conflitto, guadagnandone fiducia, avviare un rapporto di tipo costruttivo e cooperativo, fino alla prevenzione delle crisi ambientali sul sito produttivo.
Il Regolamento EMAS non ha fatto altro che tradurre in una legge comunitaria la spinta che, in realtà, proveniva dall’intero apparato industriale.
Il seguente studio è incentrato su un’analisi degli strumenti volontari di gestione ambientale riferiti al processo produttivo, focalizzando l’interesse sulle Dichiarazioni Ambientali prodotte dai siti registrati secondo il Regolamento comunitario nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili, e di quello connesso della produzione di energia dai rifiuti, mettendo in risalto la gestione delle problematiche ambientali all’interno dell’azienda. In questa prospettiva si colloca la ricerca di processi produttivi compatibili con uno sviluppo sostenibile.
Si introduce lo svolgimento della prima parte del testo con una breve parte riguardante il problema ambientale (capitolo 1) , mettendo in risalto lo sviluppo della coscienza ambientale dagli anni 50-60 fino all’introduzione del Regolamento comunitario di ecogestione ed audit.
Dopo una prima parte introduttiva viene presentata la gestione delle problematiche ambientali all’interno dell’impresa (capitolo 2), incentrata sul rapporto impresa-ambiente rispetto ai vari modelli di gestione della variabile ambientale, e sui vantaggi della gestione eco-compatibile.
I Sistemi di Gestione Ambientale sono illustrati in maniera generale nel capitolo 3, mentre i capitoli successivi, trattano la presentazione del Regolamento EMAS in tutti i suoi aspetti, ed il confronto con le norme ISO 14000.
La seconda parte dell’esposizione inizia con una trattazione generale sui rifiuti, illustrando alcuni dati sulla loro produzione e gestione ed indicandone i processi di smaltimento (capitolo 6).
Infine, nel capitolo 7, si presenta l’analisi delle Dichiarazioni Ambientali nel settore dello smaltimento dei rifiuti, compiendo un’analisi comparata tra le dichiarazioni ed un’illustrazione di alcuni processi di smaltimento dei rifiuti.




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6 INTRODUZIONE Fino a pochi anni fa, il “rispetto dell’ambiente” rappresentava per le imprese una sollecitazione “etica” proveniente da settori minoritari, che a volte arrivava ad assumere forme radicali come il rifiuto di fondo della stessa civiltà industriale. Il successo di alcuni punti di vista dell’ideologia “verde”, il crescente problema dell’inquinamento, il deterioramento delle risorse naturali e lo sviluppo di valori sociali condivisi ha posto la questione sotto un altro aspetto, trasformando il “rispetto dell’ambiente”, da semplice premura “etica”, a variabile in grado di condizionare profondamente le possibilità di sopravvivenza e di competitività dell’impresa, configurandosi come uno dei fattori più importanti per misurarne l’efficienza e l’accettabilità sociale. Ciò ha portato ad un’intensificarsi delle iniziative di politica ambientale, a livello nazionale ed internazionale, con l’inevitabilità di puntare allo sviluppo sostenibile, a causa soprattutto del diffondersi della crisi del rapporto tra sviluppo e limitatezza delle risorse. In altre parole nell’arco di trenta anni l’ambiente si è trasformato da fornitore di risorse e “raccoglitore di scarti industriali” a contesto che va analizzato, protetto al fine di evitare la possibilità che esso incida negativamente sull’efficienza, sulla prosperità e sulla sopravvivenza dell’impresa. Essa, sceglie quindi, un modo di agire più compatibile

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Roberto Giansalvo Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5708 click dal 02/02/2005.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.