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La logistica come fattore competitivo di sistema

Il processo di globalizzazione, in cui le relazioni economiche, politiche, e sociali si estendono in un ambito geografico sempre più vasto, sta modificando l’intera catena di fornitura (supply chain), che è stata riorganizzata passando da una configurazione “locale” ad una “globale”. La logistica, quindi, ha la funzione di mettere in comunicazione fisica luoghi di produzione e consumo, siano essi intermedi o finali, spazialmente distanti. Essa, alla pari di tutte le attività economiche, si trova a dover operare su tre livelli concomitanti di spazio: uno spazio economico, uno spazio organizzativo ed ovviamente uno spazio geografico. Gli economisti solo in epoca recente hanno elaborato le Teorie delle Localizzazioni, l'obiettivo delle quali è spiegare perché alcune particolari attività economiche scelgono di stabilirsi in certe località situate in un dato spazio. Queste teorie si possono suddividere tra teorie del Costo Minimo e teorie delle Aree di Mercato. Le prime cercano di calcolare la localizzazione ottima che minimizzi i costi di trasporto necessari per trasferire gli input, e l’output dai luoghi di approvvigionamento e distribuzione dell’impresa. Le seconde, invece, hanno lo scopo d’individuare la localizzazione ottima dell’impresa rispetto ad un centro di mercato, in modo da massimizzare i ricavi dell’impresa. La crisi del fordismo ha molecolarizzato e polverizzato i luoghi di produzione e del sapere. Le economie nazionali hanno conosciuto una transizione dal predominio dell’industria di beni e servizi ad una fase in cui la componente più vasta dell’attività economica è costituita dall’informazione, o comunque da attività basate sulla conoscenza. In un’economia dell’informazione, i mezzi di produzione sono costituiti da strumenti informatici, ed i “mezzi di trasporto” da reti telematiche. È chiaro, quindi, che in un tale contesto, la funzione spazio diviene assolutamente relativa mentre riacquista importanza la funzione tempo.
La rivoluzione dell’Information and Communication Technologies sul mondo reale ha potuto aver luogo grazie allo sviluppo della logistica, nel senso che il peso del costo di trasporto rispetto alla distanza è risultato sempre più irrilevante, mentre è cresciuta l’incidenza del costo logistico. La scelta ubicazionale perde di significato, perché i cicli produttivi si spezzettano grazie al supporto logistico e pervengono a prodotti “logisticizzati”. Pertanto, i vecchi modelli trasporti-localizzazione sono sostituiti da nuovi modelli, dove la logistica determina il valore. In questo lavoro ne vedremo in particolare uno che studia gli effetti del comportamento logistico sulla localizzazione dell’impresa.
Questo lavoro, infine, si focalizzerà sulla necessità che la logistica approdi fra le scienze economiche, uscendo dagli studi aziendali e gestionali. Soltanto nell’ultimo anno, quest’esigenza ha fatto nascere la “Logistica Economica.”. Sebbene essa sia ancora in uno stato embrionale, ha il merito di approntare schemi analitici di riferimento dove il trasporto è la componente centrale da analizzare ai fini dello sviluppo economico-sociale e geografico-territoriale. Inoltre, ancora più importante è il suo orientamento sul fronte pubblico, per fornire ai policy makers gli strumenti necessari alla pianificazione delle infrastrutture con una logica di concertazione

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5 INTRODUZIONE L’indiano Amartya Sen, premio Nobel per l’economia 1998, sostiene che “non esiste penuria nel mondo, il solo problema con cui dobbiamo confrontarci è quello della logistica”; l’americano J.L. Heskett, uno dei padri della logistica, afferma che “un frigorifero non è un frigorifero se si trova a Detroit mentre è richiesto a Huston”. Le due frasi appena citate sono due modi diversi di dire logistica, uno evidenzia gli aspetti globali, l’altro gli aspetti di servizio (senza logistica, di fatto, non esistono neppure i prodotti). L’attuale sistema logistico-distributivo è caratterizzato da un progressivo aumento di complessità. L’esigenza sempre più elevata di servizio, richieste dal mercato, e le conseguenti politiche di customer orientation hanno cambiato profondamente il ruolo delle attività logistiche all’interno della strategia aziendale, determinando la nascita di nuovi fenomeni quali la compressione dei tempi di risposta. Solo di recente, le strategie aziendali hanno concentrato maggiormente l’attenzione sulla logistica. Le imprese, dopo essersi accorte che per creare una clientela non servono solo marketing ed innovazione, ma anche ridurre tutti i costi e soprattutto il time to market, hanno iniziato ad occuparsi di logistica. Secondariamente, la globalizzazione dei mercati, intesa sia come tendenza al global sourcing, sia come necessità di servire un mercato di dimensioni mondiali, ha generato un allungamento delle catene logistiche. Il processo di globalizzazione, in cui le relazioni economiche, politiche, e sociali si estendono in un ambito geografico sempre più vasto, sta modificando l’intera catena di fornitura (supply chain), che è stata riorganizzata passando da una configurazione “locale” ad una “globale”, dalla produzione, attraverso i fornitori, i distributori e i dettaglianti, fino al consumatore finale. La logistica, quindi, ha la funzione di mettere in comunicazione fisica luoghi di produzione e consumo, siano essi intermedi o finali, spazialmente distanti. Essa è il complesso di attività che pianifica ed organizza la programmazione, l’esecuzione e la gestione delle materie prime dal processo di approvvigionamento delle materie prime a quello di distribuzione dei prodotti finiti sul mercato. La logistica, alla pari di tutte le attività economiche, si trova a dover operare su tre livelli concomitanti di spazio: uno spazio economico, uno spazio organizzativo ed

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Diego Volpato Contatta »

Composta da 294 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11238 click dal 04/02/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.