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Cooperazione Internazionale allo sviluppo nella prospettiva della psicologia di comunità, con particolare riferimento agli interventi d'emergenza umanitaria

Perché una tesi di laurea in Psicologia sul tema della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo? Gli argomenti correlati a questo tema (processi di globalizzazione, politiche internazionali, incontro fra culture e società differenti, interventi esteri di promozione dello sviluppo, aiuti umanitari in situazioni d’emergenza, solidarietà, professionalità, ecc.) possono essere letti, a più livelli, da un punto di vista di psicologia di comunità; inoltre, la formazione professionale dello psicologo di comunità, sempre più interdisciplinare (avente come base la psicologia ed altre discipline sociali e del comportamento), può essere una risorsa importante per la cooperazione allo sviluppo. La psicologia di comunità si occupa delle persone considerandole nei contesti ambientali e sociali nei quali sono inseriti ed utilizza le conoscenze acquisite per migliorare la qualità della vita ed il benessere della popolazione; essa adotta un orientamento sistemico-ecologico, impegnandosi per un cambiamento sociale e la prevenzione, attraverso lo sviluppo delle competenze delle
persone e la promozione delle diversità culturali (Amerio 2000, Tyler 1996). Amerio e Piccardo (2000) individuano nella ricerca-azione partecipata, finalizzata all' empowerment individuale e di comunità, il modello di analisi ed intervento elettivo della psicologia di comunità; l'enfasi è posta:
1. sulla partecipazione cooperativa di tutti gli attori coinvolti, sia nella
comprensione della situazione sia nell'azione per cambiarla.
2. Sull'attenzione alle reali esigenze e bisogni dei committenti e dei
destinatari degli interventi, attraverso una costante analisi della
domanda.
3. Sul confronto e la negoziazione delle aspettative di tutti gli attori
coinvolti.
4. Sulla produzione di una conoscenza finalizzata al cambiamento.
5. Sui punti di forza delle persone anziché sulle debolezze.
6. Sull'emancipazione delle persone, evitando di creare dipendenza.
Le professionalità specifiche sopra menzionate sono indispensabili per realizzare uno «sviluppo umano e sostenibile» e promuovere una cultura della partecipazione, con valenza emancipante, quale base per una ridefinizione dei processi di globalizzazione e della loro governance.
Non solo, Cesa-Bianchi (1991) sottolinea come il sistema di conoscenza della psicologia si riveli uno strumento indispensabile per la cooperazione allo sviluppo sia per quanto riguarda i progetti di salute mentale sia per l'aspetto, più vasto e significativo, dell'impatto psicologico e sociale che comporta ogni confronto fra culture, soprattutto a seguito di trasferimenti rilevanti e considerevoli di risorse ed informazioni culturali.
Infine, possiamo sottolineare l'imprescindibilità dell'assistenza psicologica, a superstiti e soccorritori, nella realizzazione di interventi umanitari in situazione d'emergenza.

«Le ricchezze sono globali, la miseria è locale» (Bauman, 1998, p. 83).

«Ogni uomo è un tesoro inesplorato di illimitate potenzialità» (Yunus, 1997, p. 220).

«L'azione è qualcosa di molto semplice, elementare, dove può sorgere fiducia tra persone diverse» (Lorenzoni, 1994, p. 95).

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Capitolo secondo COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO Per sviluppo umano s’intende un processo finalizzato all’ampliamento delle possibilità di scelta delle persone; perché vi sia sviluppo è quindi necessario tutelare la salute delle persone, investire per migliorare le capacità umane sul piano culturale e professionale, favorire una distribuzione più equa della crescita economica, fornire ad ogni individuo la possibilità di partecipare allo sviluppo (Raimondi e Carazzone 2003). Con una metafora Yunus (1997) chiarisce la differenza tra crescita economica e sviluppo umano. Chi crede che crescita e sviluppo siano sinonimi, o procedano alla stessa velocità, parte dal presupposto che i segmenti economici della società siano collegati l’uno all’altro come tanti vagoni ferroviari: basta che la locomotiva si metta in moto perché il treno segua, con tutti i vagoni. Ma questo non è vero neanche lontanamente. Non solo i diversi segmenti economici non si muovono alla stessa velocità: se si trascura di operare costantemente e con la massima cura, è facile che prendano addirittura direzioni diverse! È evidente che senza crescita non può esservi progresso. Ma mentre il treno è mosso da un’unica locomotiva, ogni gruppo o segmento economico possiede un suo motore, e il progresso della società è dato dalla forza combinata di tutti i motori che spingono contemporaneamente nella stessa direzione. Se la società ne tralascia qualcuno, la forza dell’insieme ne sarà enormemente ridotta. E se i motori dei gruppi sociali che occupano i posti di coda

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Bazzini Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.