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L'ultima produzione di Italo Calvino. Progetto ontologico e maschere semiotiche.

La tesi costituisce il tentativo di scoprire, al di sotto delle "maschere semiotiche" e oltre le derive narratologiche, le tracce di una coerente ontologia elaborata dall'autore a partire da un serrato confronto con il pensiero rinascimentale. Particolarmente, si è prestata attenzione a Leonardo da Vinci e a Giordano Bruno come rappresentanti delle due tendenze gnoseologiche entro cui si divide il pensiero di Calvino: quella relativa al cosmo e quella che insegue "la vertigine del dettaglio".

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3 PREFAZIONE. Questo lavoro prende le mosse da una riflessione circa la semantica dei titoli. Si prende in analisi, in questa sezione, l’importo semantico e l’universo concettuale implicati dai titoli di alcune opere calviniane tra gli anni settanta e ottanta (Il castello dei destini incrociati, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Le città invisibili). Lo svolgimento di questo compito pare richiedere una definizione dell’opposizione, emergente dalla suddetta analisi, tra le strutture concettuali archetipe della Città e della Natura. Si tenta quindi un’indagine sulla natura del loro paradossale e necessario rapporto. Questo comporta l’esigenza di una definizione dell’idea calviniana di natura. Fondamentali sono, a nostro avviso, i rapporti che questa idea intrattiene con la riflessione di Giordano Bruno e Leonardo da Vinci, e, in generale, con la magia rinascimentale. A questo punto si rende possibile fornire alcuni cenni circa la pensabilità di una gnoseologia all’interno dell’universo calviniano. La natura, infatti, sembra poter essere raggiunta e conosciuta secondo una duplice direzione: secondo la prospettiva olistica e secondo la prospettiva riduzionistica. Si prende in considerazione anche la possibilità di una combinazione dei due sguardi e si approfondiscono i rispettivi limiti. La dicotomia tra approccio olistico e riduzionistico alla conoscenza della natura introduce il rapporto tra appercezione sensibile e trascendentale della natura stessa (natura che, a questo punto, può essere ritenuta sinonimo di “cosmo”); questa ambivalenza può essere considerata come una rilettura del tema, wittgensteiniano, figura-sfondo. La natura può essere ridescritta allora come mitologia. In questa direzione si discute l’importanza del “gioco linguistico” in Calvino (in particolare in Palomar).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Faini Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3944 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.