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''So, Mr. Berlusconi?'' La stampa estera e il semestre di presidenza italiana in Europa

La tesi analizza la copertura mediatica del semestre di presidenza italiano in Europa (luglio - dicembre 2003) e in particolare dell'operato del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nell'analisi sono stati presi in considerazione tre fra i più importanti quotidiani europei ("Times", "El Pais" e "Le Monde"), monitorati nel corso dei sei mesi. Emergono così tre punti di vista differenti, che si esplicitano nello spazio accordato all'argomento e nella presentazione (differente) dei fatti (gli stessi): ciò dipende sia dai contesti nazionali di appartenenza, quindi dal bisogno dei mass-media di trovare un "comune sentire" con il proprio pubblico, sia dalle linee editoriali, diversificate soprattutto ideologicamente.

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1 INTRODUZIONE Il processo di integrazione europea sta compiendo grandi passi in questi ultimi anni, anche a livello istituzionale: in particolare, nel 2003 erano in programma la fine dei lavori sul testo della Costituzione unica europea e il passaggio verso l’allargamento più consistente nella storia dell’Unione, con l’ingresso di 10 nuovi stati membri a partire dal 1° maggio 2004. Per questi e altri motivi, il 2003 si presentava come un anno cruciale per l’Unione europea, un anno nel quale si sarebbero dovute prendere decisioni di grande importanza. Dall’altro lato, l’Unione si presenta ancora come un sistema politico sui generis, «che soffre, secondo la maggioranza degli studiosi, sia di problemi di funzionalità che di un deficit di democraticità» (Pasquino, 1997: 277): alla sua guida troviamo infatti tre organi (Parlamento, Commissione e Consiglio europeo) tra i quali la ripartizione di compiti e poteri suscita ancora controversie. In particolare, il Consiglio europeo, formato dai capi di governo degli stati membri, è forse l’istituzione su cui gravano le decisioni più importanti e che, al contempo, più si presta a critiche: oltre al già citato deficit di democraticità, 1 suscita perplessità anche il meccanismo con cui viene scelto il presidente. Attualmente vige infatti un sistema a rotazione fra tutti i capi di governo degli stati membri, che prevede un cambio al vertice ogni sei mesi. Dopo la presidenza greca, il secondo semestre del 2003 vedeva salire in carica, per la quarta volta nella storia dell’Unione, l’Italia, e quindi il suo presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Da luglio a dicembre gli occhi dell’Europa e del mondo sarebbero stati puntati su di lui, in un semestre, come detto, di vitale importanza nella costruzione di un futuro europeo. 1 La legittimità democratica del Consiglio europeo deriva solo in maniera indiretta dai cittadini: questi, durante le elezioni politiche, esprimono infatti una preferenza a livello nazionale. I capi di governo eletti andranno poi a occupare un posto in Consiglio, senza una nuova richiesta di legittimazione popolare.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Riccardo Casini Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2658 click dal 15/02/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.