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Habit Persistence e Equity Premium Puzzle: un'applicazione del modello di Campbell e cochrane al caso Europeo

L'investimento in azioni ha un profilo di rischio positivo a causa dell'aleatorietà dei suoi rendimenti. Definendo equity premium il prezzo per il rischio pagato all'investitore per detenere azioni, esso deve essere legato all'utilità marginale e all'avversione al rischio dell'agente. Mehra e Prescott (1985), nello studio dell'andamento dei mercati finanziari americani nel periodo compreso tra il 1889 e il 1978, evidenziarono una significativa e inspiegata anomalia che definirono "equity premium puzzle". Mehra e Prescott (1985) utilizzarono un modello standard di equilibrio generale in cui gli individui sono caratterizzati da funzioni di utilità additivamente separabili e da un'avversione al rischio costante. Nei modelli tradizionali di utilità attesa (Arrow-Debreu), il coefficiente di avversione al rischio è l'inverso dell'elasticità di sostituzione temporale del consumo. L'andamento storico del premio per il rischio, calcolato come differenza tra il rendimento reale annuo medio relativo all'indice S&P 500 (7%) e il rendimento medio reale dei titoli di Stato a breve termine (meno dell'1%) fornisce un valore del premio per il rischio pari a circa il 6%. Il valore da attribuire al coefficiente di avversione a rischio è nell'ordine di 30/40, decisamente eccessivo. Sebbene negli anni successivi altri studi abbiano modificato al ribasso quest’ultima stima, essa rimane decisamente al di sopra di valori ragionevoli.

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7 Introduzione. Supponiate che vostra bisnonna avesse dei soldi a disposizione alla fine del 1925 e che con aspettative razionali abbia anticipato la vostra nascita decidendo di lasciarvi in eredità 1000 dollari. (…) Preoccupata dall'esistente boom speculativo nel mercato azionario, ella investe il denaro in Treasury Bills fino al 31-12-1995. In quella data avreste potuto riscuotere 12.720 dollari. (...) Se invece avesse investito i propri risparmi in un portafoglio (dal valore ponderato) di azioni, avreste 842.000 dollari. (...) ovvero 66 volte tanto. (...) La differenza dei rendimenti (aritmetici) delle azioni e Titoli di Stato, in questo caso sorprendentemente positiva (10,1 % contro il 3,7%), è chiamata equity premium, o equity risk premium, poiché è attribuibile al rischio elevato associato alle azioni. Il fatto che essa sia così ampia da non poter essere spiegata dai tradizionali modelli economici è chiamato "The equity premium puzzle". (Siegel e Thaler,1997) L'investimento in azioni ha un profilo di rischio positivo a causa dell'aleatorietà dei suoi rendimenti. Definendo equity premium il prezzo per il rischio pagato all'investitore per detenere azioni, esso deve essere legato all'utilità marginale e all'avversione al rischio dell'agente. Mehra e Prescott (1985), nello studio dell'andamento dei mercati finanziari americani nel periodo compreso tra il 1889 e il 1978, evidenziarono una significativa e inspiegata anomalia che definirono "equity premium puzzle". Mehra e Prescott (1985) utilizzarono un modello standard di equilibrio generale in cui gli individui sono caratterizzati da funzioni di utilità additivamente separabili e da un'avversione al rischio costante. Nei modelli tradizionali di utilità attesa (Arrow-Debreu), il coefficiente di avversione al rischio è l'inverso dell'elasticità di sostituzione temporale del consumo. L'andamento storico del premio per il rischio, calcolato come differenza tra il rendimento reale annuo medio relativo

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Michele Nubile Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1471 click dal 21/02/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.