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Il project financing: la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali

Negli ultimi decenni i profondi capovolgimenti degli scenari economici e finanziari sia a livello europeo, sia internazionale, hanno determinato la necessità di mettere a punto nuove forme di finanziamento in grado di sostenere il processo di crescita e di sviluppo che ha coinvolto il mercato dei capitali. Fra queste s’inserisce a pieno titolo il project financing, ovvero non una tecnica ma una vera e propria metodologia finanziaria, finalizzata al finanziamento di uno specifico progetto produttivo di un reddito autonomo e sufficiente a remunerare il capitale investito.
Il PF si basa su un’impostazione finanziaria innovativa che si avvale delle competenze distinte di una pluralità di soggetti in grado di garantire l’afflusso dell’ingente quantità di denaro indispensabile per la realizzazione del progetto e per il successo dell’iniziativa, attraverso una complessa struttura in cui gli aspetti giuridici, contrattuali ed economico-finanziari risultano armonicamente integrati ed i rischi equamente ripartiti.
Il presente lavoro, che si articola in quattro parti, si è avvalso di materiale bibliografico raccolto sia presso biblioteche sia attraverso siti Web.
Nel complesso la trattazione si è posta come obiettivo principale l’analisi del PF come un nuovo strumento finanziario e, successivamente, ne ha esaltato le peculiarità valutando la relativa applicazione nell’ambito delle grandi opere infrastrutturali in Italia e in Europa, soffermandosi soprattutto sulle differenze strutturali dei mercati finanziari dei capitali e degli ordinamenti giuridici.
Nell’ambito del primo capitolo sono stati esaminati gli aspetti caratterizzanti del PF, ponendo come fattori essenziali per la sua applicazione la redditività dell’investimento e la possibilità di disporre di flussi di cassa previsionali sui quali basare le previsioni economico-finanziarie del progetto. Inoltre, siccome la realizzazione di un’opera in regime di PF corrisponde ad una precisa scelta in cui le variabili in gioco assicurano un cospicuo rendimento e allo stesso tempo un livello di rischio molto elevato, si è resa necessaria una comparazione con gli altri strumenti finanziari, al fine di dimostrare che le analogie e le diversità che emergono non fanno altro che accentuare maggiormente il carattere di unicità del PF. In effetti, quest’ultima peculiarità si rinviene in tutto il ciclo di vita del progetto, poiché in ciascuna fase si definiscono i principali tasselli che conducono al successo del progetto.
Il secondo capitolo, invece, è dedicato alla valutazione del progetto e al ruolo strategico della variabile “rischio”. La stima della remuneratività dell’investimento viene effettuata attraverso l’analisi economico finanziaria che in un’operazione di project financing è molto complessa, in quanto è di fondamentale importanza per il buon esito dell’operazione fornire dati il più possibile veritieri e quindi scevri da valutazioni estremamente soggettive. Inoltre si mette in risalto che la stessa redditività dell’investimento dipende essenzialmente da un’equilibrata gestione dei rischi e dalla relativa ripartizione fra i soggetti coinvolti, che viene ad influenzare oltre la struttura giuridica anche quella finanziaria e, in particolare, le modalità d’accensione delle fonti di finanziamento che in questo modo differenziano radicalmente lo schema dalle normali operazioni di finanziamento.
Il terzo capitolo ha inquadrato il PF nell’ambito delle grandi opere infrastrutturali, poiché la relativa validità è stata riconosciuta non solo dal punto di vista strettamente finanziario ma anche quale “strumento di una nuova cultura e una nuova politica del territorio”. In questa nuova prospettiva e con particolare riguardo alla situazione italiana, il PF consente di sopperire al grave deficit infrastrutturale provocato da una gestione improduttiva delle risorse pubbliche.
Infine, il quarto capitolo esamina gli effetti dell’applicazione del PF nei Paesi europei come la Francia, l’Inghilterra e l’Italia. N’è emerso che i primi due, grazie alle condizioni socio - culturali e giuridiche, hanno potuto acquisire tale metodologia più agevolmente ma non senza difficoltà e che attualmente vantano un buon livello d’esperienza in merito.
L’Italia è, invece, il fanalino di coda sia per gli ostacoli culturali sia per la rigidità dell’assetto normativo ancorato ai meccanicistici principi di civil law.
Tuttavia, recentemente anche nel nostro Paese si stanno manifestando importanti segnali di cambiamento. Basta pesare ai finanziamenti strutturati in regime di PF per la realizzazione di numerosi progetti a cui stanno lavorando importanti istituzioni italiane molto note come il Mediocredito Centrale (da anni impegnato in molti progetti realizzati in Europa e all’estero).

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3 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni i profondi capovolgimenti degli scenari economici e finanziari sia a livello europeo, sia internazionale, hanno determinato la necessità di mettere a punto nuove forme di finanziamento in grado di sostenere il processo di crescita e di sviluppo che ha coinvolto il mercato dei capitali. Fra queste s’inserisce a pieno titolo il project financing, ovvero non una tecnica ma una vera e propria metodologia finanziaria, finalizzata al finanziamento di uno specifico progetto produttivo di un reddito autonomo e sufficiente a remunerare il capitale investito. Il PF si basa su un’impostazione finanziaria innovativa che si avvale delle competenze distinte di una pluralità di soggetti in grado di garantire l’afflusso dell’ingente quantità di denaro indispensabile per la realizzazione del progetto e per il successo dell’iniziativa, attraverso una complessa struttura in cui gli aspetti giuridici, contrattuali ed economico-finanziari risultano armonicamente integrati ed i rischi equamente ripartiti. Il presente lavoro, che si articola in quattro parti, si è avvalso di materiale bibliografico raccolto sia presso biblioteche sia attraverso siti Web. Nel complesso la trattazione si è posta come obiettivo principale l’analisi del PF come un nuovo strumento finanziario e, successivamente, ne ha esaltato le peculiarità valutando la relativa applicazione nell’ambito delle grandi opere infrastrutturali in Italia e in Europa, soffermandosi soprattutto sulle differenze strutturali dei mercati finanziari dei capitali e degli ordinamenti giuridici.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Ivan Toscano Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8567 click dal 01/03/2005.

 

Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.