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La riforma Biagi del mercato del lavoro: i contratti a progetto

La tesi è incentrata sui nuovissimi contratti a progetto.
Il primo capitolo del lavoro "inquadra" i contratti a progetto nell'ambito della Riforma Biagi e ne studia l'iter legislativo.
Viene fatto cenno alle teorie giuridiche preesistenti (maturate in tema di Para- subordinazione) al fine di comprendere i riferimenti dottrinali del legislatore.
Viene, poi, analizzato l'iter legislativo della Riforma.
Il secondo capitolo fornisce, invece, un approfondito commento alle norme dettate dal D.Lgs 276/2003, così come modificate dal D.Lgs. 251/2004, in tema di contratti a progetto.
Il terzo capitolo guarda, poi, all'istituto della certificazione contrattuale.
Nello specifico, la certificazione viene analizzata con riferimento precipuo ai contratti a progetto in quanto, come si potrà leggere, è evidente il riferimento del legislatore nel disciplinare la materia alla contrattazione a progetto.
Il quarto capitolo è, in fine, un capitolo di taglio dottrinale: si cerca di inquadrare, nel complesso sistema giuridico preesistente, il lavoro a progetto.
La domanda principale è: il lavoro a progetto è un terzo tipo di lavoro? Il lavoro a progetto spezza il tradizionale binomio codicistico lavoro autonomo - lavoro subordinato?

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4 INTRODUZIONE In data 31 Luglio 2003 veniva approvato dal Consiglio dei Ministri il D.Lgs.n.276 del 10 Settembre 2003. Con tale decreto il Governo dava attuazione alla delega parlamentare contenuta nella legge n. 30 del 14 Febbraio 2003 (c.d. Legge Biagi) di riforma del mercato del lavoro. Tale riforma, come specificato anche dalla Relazione di accompagnamento al decreto attuativo, risulta essere ispirata alle indicazioni delineate a livello comunitario nell’ambito della cosiddetta ”Strategia Europea per l’occupazione” 1 , del Piano Nazionale per l’Occupazione del 2003, del Processo di Lisbona del 2000, dei Libri Bianchi di Delor (1993) e Cresson (1995) che, già agli inizi degli anni novanta, evidenziavano la preoccupante situazione occupazionale europea, sottolineando come una delle principali cause della disoccupazione in Europa fosse rappresentata proprio dal basso tasso di creazione di nuovi posti di lavoro e dalla necessità di una permeante riforma 1 Nella Relazione annuale al Parlamento del 2003 si legge la strategia europea per l’occupazione declina gli impegni di Lisbona in tre obiettivi strategici: la piena occupazione, la qualità e produttività del lavoro, la coesione e l’integrazione sociale. Il raggiungimento di questi obiettivi richiede riforme strutturali concentrate su dieci priorità fondamentali, interconnesse tra loro, delineate delineate nelle Linee Guida per l’Occupazione (Decisione del Consiglio 2003/578/Ce del 22 luglio 2003) che costituiscono gli orientamenti specifici per le politiche degli stati membri a favore dell’occupazione”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosario Panzariello Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.