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Contributo all'epigrafia di Roma. Le iscrizioni della basilica di San Giovanni in Laterano. Revisione del volume VIII del corpus di Vincenzo Forcella.

Il materiale: nel presente lavoro sono state studiate e analizzate 565 epigrafi presenti nel complesso Lateranense, in particolare nella Basilica di San Giovanni in Laterano, nel palazzo apostolico, nel battistero e nella raccolta del chiostro, quest’ultima curata dallo studioso Enrico Josi.
Il periodo: le epigrafi abbracciano un periodo compreso tra il 1003 (F., n.1) e il 2000 (NT, n. 254), con alcune eccezioni per periodi precedenti aggiunte per completezza di documentazione (NT, nn. 1-18).
Il fine: il presente lavoro, partendo dalla revisione del volume VIII
dell’opera di Vincenzo Forcella Iscrizioni delle chiese e d’altri edifici di Roma dal sec. XI fino ai nostri giorni… (Roma 1869-1884), si propone di: portare un modesto contributo all’epigrafia post- antica, ambito poco studiato e spesso trascurato a vantaggio dell’epigrafia “classica”, rilevare le variazioni strutturali degli edifici e ricostruirne la storia attraverso i testi che lo raccontano; tratteggiare le figure più significative per la storia della Chiesa e dello Stato e i profili delle famiglie più insigni che hanno contribuito al decoro e al sostentamento della mater et caput ecclesiarum; evidenziare le varianti paleografiche; analizzare il formulario testuale specifico delle varie epoche, per ricostruirne l’itinerario linguistico.
Com’è organizzato il presente lavoro: la tesi si sviluppa partendo da una breve recensione all’opera e al personaggio del Forcella, continuando con una breve storia delle strutture della Basilica e degli edifici ad essa annessi, per tracciare una topografia epigrafica del complesso e per avere un quadro più chiaro degli eventuali spostamenti delle epigrafi; si passa poi alla trattazione delle iscrizioni, evidenziando la loro distribuzione nel tempo, il rapporto tra testo scritto e monumento di pertinenza, le tecniche di scrittura e la paleografia, gli aspetti linguistici, il formulario e gli schemi testuali per un continuo confronto tra antico e nuovo, sottolineandone continuità, riprese e innovazioni.
Il capitolo V contiene le trascrizioni dei testi (prima le iscrizioni riportate da Forcella poi i nuovi testi) organizzati in ordine cronologico; i nuovi testi, per distinguersi, presentano la data in grassetto, preceduta da asterisco.
Il capitolo VI, traccia i ritratti dei personaggi più importanti che in qualche modo hanno avuto a che fare con la Basilica o hanno contribuito materialmente, con donazioni e rendite, o spiritualmente, come membri del clero, a farne la mater et caput ecclesiarum.
L’organizzazione segue un ordine gerarchico (papi, monarchi, clero, famiglie nobili attestate in basilica, artisti) e cronologico.
In appendice sono trattati i testi multilingui che vedono la compresenza di più lingue (es. latino e francese) e i testi che sono in lingua diversa dal latino.
Chiude il lavoro un glossario che racconta, in maniera sintetica e in ordine alfabetico, la nascita, lo sviluppo e la morte di cariche ecclesiastiche che oltre ad avere una valenza religiosa sono state strettamente legate al potere politico. e che rimanda per alcune voci, al lavoro parallelo, svolto da Samantha Sorrentino per quanto riguarda la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Criteri di trascrizione: per le trascrizioni sono stati adottati i segni diacritici ed i caratteri da codifica usati da Epiglossa, programma di indicizzazione epigrafica Key Word in Context (“KWIC”), riportati da I. DI STEFANO in “Software per le antichità romane: Epiglossa, programma di indicizzazione epigrafica
Seguono gli indici per forma di tutte le parole ricavati dal programma Epiglossa (uno generale che contiene tutte le forme e indici particolari per i numerali o le parole acefale ).
L’index vocabulorum è corredato, inoltre, da una label o “etichetta”, che permette di avere in uno spazio tipografico ristretto (25 caratteri ca.) molte informazioni per ogni iscrizione, informazioni che sono di tipo bibliografico, topografico, paleografico e che riguardano supporto e materiale.
Gli esiti: l’analisi così condotta ha evidenziato come, dai tempi della pubblicazione dell’opera forcelliana (l’ultima iscrizione porta la data 1875 ), molte epigrafi siano andate perdute, altre abbiano cambiato collocazione, altre ancora siano state riutilizzate; in qualche caso alcune epigrafi, che il Forcella aveva riportato dalle sue fonti e di cui non aveva potuto effettuare un esame autoptico, sono tuttora presenti in basilica, chiaro esempio di come al tempo di Forcella dovevano trovarsi in un luogo non visibile , o altrove.
L’autopsia ha evidenziato, inoltre, come un numero maggiore o minore di iscrizioni commemorative indichi una maggiore o minore volontà di auto-rappresentazione da parte dei personaggi illustri e soprattutto dei pontefici che hanno finanziato e diretto opere di rifacimento o di abbellimento del complesso lateranense.

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4 I. INTRODUZIONE Il fine: il presente lavoro si propone di portare un contributo all’epigrafia di Roma, attraverso l’analisi e lo studio di 565 iscrizioni (300 edite in Forcella + 265 aggiunte come nuovi testi)presenti nel complesso lateranense, in particolare nella basilica, nel palazzo apostolico, nel battistero e nella raccolta del chiostro, quest’ultima curata dallo studioso Enrico Josi. Intende continuare l’opera intrapresa da Vincenzo Forcella (1837-1906), integrandola con le epigrafi trascurate dallo stesso e con quelle di epoca successiva alla pubblicazione de le Iscrizioni delle chiese e d’altri edifici di Roma dal sec. XI fino ai nostri giorni… (Roma 1869-1884), che tratta del complesso lateranense nel volume VIII. Vuole essere, inoltre un tentativo di: valorizzare l’epigrafia post-antica, spesso trascurata a vantaggio di quella classica ma prezioso strumento di indagine storica e antiquaria; ricordare gli interventi nelle strutture e nell’arredo; tratteggiare le figure più significative per la storia della Chiesa e dello Stato e i profili delle famiglie più insigni che hanno contribuito al decoro e al sostentamento della mater et caput ecclesiarum; evidenziare le varianti paleografiche nell’arco di tempo compreso tra il 1003 (Fo.vol. VIII, n. 1) e il 2000 (NT. n. 254) con alcune eccezioni per periodi antecedenti aggiunte per completezza di documentazione (NT, nn. 1-18); analizzare il formulario testuale specifico delle varie epoche, per ricostruirne l’itinerario linguistico.

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Maria Lentini Contatta »

Composta da 319 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2670 click dal 11/05/2005.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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