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Dal nuovo principio dell'esenzione nella tassazione dei dividendi al regime opzionale della trasparenza fiscale. Scelte di convenienza.

PREMESSA

La crescente mobilità delle persone e delle merci, l’internazionalizzazione della produzione, la globalizzazione dei mercati, la caduta delle frontiere economiche, la sempre maggiore e più rapida circolazione dei capitali hanno generato uno scenario ben diverso da quello degli anni passati, su cui era stato impostato il previgente sistema fiscale, dando risalto all’inadeguatezza dei regimi tributari chiusi all’interno dei confini nazionali e rafforzando la spinta verso un’omogeneizzazione dei medesimi (al fine di eliminare le distorsioni provocate da squilibri nei trattamenti fiscali).
Si è verificato un fenomeno che ha radicalmente modificato il modo d’essere e di operare del sistema economico tanto da rimettere in discussione tutto e da richiedere una necessaria opera di “adattamento” del nostro sistema, parallelamente a quella avviata dagli altri Paesi, al fine di garantire la maggiore uniformità possibile agli altri regimi e di conseguenza la standardizzazione e neutralità degli stessi.
Gli obiettivi che hanno ispirato tale riforma sono dunque rappresentati principalmente dall’armonizzazione e omogeneizzazione dell’intero sistema fiscale, a cui si accompagnano indissolubilmente la ricerca di una maggiore competitività, la riduzione della pressione fiscale, e una generale semplificazione delle regole operative.
E così con l’approvazione del decreto legislativo n. 344/2003 si è dato finalmente avvio a quel processo di ristrutturazione del sistema fiscale italiano, da tanto atteso, che ha seguito, e di cui ha necessariamente dovuto tenere in considerazione, la precedente riforma del diritto societario .
Riforma, quella fiscale, incentrata principalmente sulla nuova imposta sul reddito delle società, l’IRES, innovatrice rispetto alla precedente IRPEG sia per quanto attiene alla misura del prelievo che alle regole di determinazione della base imponibile; e appunto in materia di determinazione della base imponibile emerge il nuovo sistema di detassazione dei dividendi societari e l’introduzione dei regimi opzionali di tassazione consolidata di gruppo, nazionale e mondiale, e di imputazione per trasparenza dei redditi delle società di capitali.
Naturalmente si tratta di misure strettamente e logicamente interrelate l’una con l’altra all’interno di un più ampio sistema unitario di notevole impatto innovativo, e che per tali motivi richiederebbero uno studio articolato, complesso, dedicato sia all’analisi di ognuno di tali istituti, in sé considerato e isolatamente dagli altri, sia, proprio perché di “sistema” si tratta, ad un esame integrato di ciascuno di essi, con particolare riguardo agli effetti scaturenti dalle interrelazioni degli stessi, e dunque alle ripercussioni provocate dalle peculiarità di ciascuno su quelle degli altri.
Con questo lavoro non mi assumerò un così “coraggioso” e “audace” compito, ma più semplicemente mi concentrerò sullo studio di una parte di questo vasto sistema innovativo, e in particolare sull’analisi del nuovo regime opzionale della trasparenza fiscale, la cui ragion d’essere risiede nel sistema dell’esenzione nella tassazione dei dividendi.
Dunque, fatte queste preliminari e necessarie considerazioni, mi dedicherò ab initio a una breve analisi del nuovo regime di tassazione dei dividendi, per poi dedicarmi nei successivi due capitoli, ad un più approfondito e dettagliato esame del regime della trasparenza fiscale, sia di quella intersocietaria – ex art.115 T.U. - sia di quella delle SRL a ristretta base partecipativa – ex art. 116 T.U. - .
Concludo infine anticipando che non arriverò a stabilire una generalis lex applicabile e valida in assoluto che consenta di pervenire “ad una sola ed unica Soluzione”, la più conveniente e vantaggiosa (in termini di convenienza fiscale), perché, non trattandosi di una “Scienza esatta”, inconcepibile ed inverosimile in una realtà complessa e multiforme quale quella attuale.
Mi propongo tuttavia di dare un quadro generale di quelli che sono i lineamenti del nuovo regime ordinario di tassazione dei dividendi e di quello opzionale della trasparenza, cosicché si possano percepire gli effetti, positivi o negativi, che la scelta dell’uno o dell’altro determinerà in capo alla società.
Si tratterà poi di analizzare, di volta in volta, il caso concreto, tenendo conto di tante variabili, probabilmente sempre differenti e comunque non definibili a priori, di fare delle considerazioni certamente di convenienza economica, ma non solo, e di riuscire a percepire, infine, quale peso e quale incidenza ciascuna di queste considerazioni abbiano relativamente alla situazione societaria in oggetto.

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1 PREMESSA La crescente mobilità delle persone e delle merci, l’internazionalizzazione della produzione, la globalizzazione dei mercati, la caduta delle frontiere economiche, la sempre maggiore e più rapida circolazione dei capitali hanno generato uno scenario ben diverso da quello degli anni passati, su cui era stato impostato il previgente sistema fiscale, dando risalto all’inadeguatezza dei regimi tributari chiusi all’interno dei confini nazionali e rafforzando la spinta verso un’omogeneizzazione dei medesimi (al fine di eliminare le distorsioni provocate da squilibri nei trattamenti fiscali). Si è verificato un fenomeno che ha radicalmente modificato il modo d’essere e di operare del sistema economico tanto da rimettere in discussione tutto e da richiedere una necessaria opera di “adattamento” del nostro sistema, parallelamente a quella avviata dagli altri Paesi, al fine di garantire la maggiore uniformità possibile agli altri regimi e di conseguenza la standardizzazione e neutralità degli stessi. Gli obiettivi che hanno ispirato tale riforma sono dunque rappresentati principalmente dall’armonizzazione e omogeneizzazione dell’intero sistema fiscale, a cui si accompagnano indissolubilmente la ricerca di una maggiore competitività, la riduzione della pressione fiscale, e una generale semplificazione delle regole operative. E così con l’approvazione del decreto legislativo n. 344/2003 si è dato finalmente avvio a quel processo di ristrutturazione del sistema fiscale italiano, da tanto atteso, che ha seguito, e di cui ha necessariamente dovuto tenere in considerazione, la precedente riforma del diritto societario 1 . Riforma, quella fiscale, incentrata principalmente sulla nuova imposta sul reddito delle società, l’IRES, innovatrice rispetto alla precedente IRPEG sia per quanto attiene alla misura del prelievo che alle regole di determinazione della base imponibile; e appunto in materia di determinazione della base imponibile emerge il nuovo sistema di detassazione dei dividendi societari e l’introduzione dei regimi opzionali di tassazione consolidata di gruppo, nazionale e mondiale, e di imputazione per trasparenza dei redditi delle società di capitali. 1 Attuata con il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n.6.

Tesi di Master

Autore: Francesca Martucci Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5479 click dal 23/03/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.