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La tematica dell'ambiente nelle relazioni industriali

La tesi prende in considerazione il possibile ruolo degli attori del sistema delle relazioni industriali in Europa, imprenditori e sindacati, nel dare una risposta indipendente ai massicci problemi ecologici posti dalla produzione industriale. Viene esaminato lo stato attuale delle relazioni industriali e considera i meccanismi di estensione del rapporto negoziale anche ai temi ecologici.

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La tematica dell’ambiente nelle relazioni industriali Danilo Tomasini 4 novembre 1999 Premessa In tutto il mondo, la produzione industriale sembra condannata ad una crescita inesorabile, la grande maggioranza dei Paesi e delle persone cercano di raggiungere il livello di benessere materiale delle nazioni industrializzate occidentali, industrializzandosi a loro volta secondo il nostro modello. L’indiscusso dominio di questo modello di sviluppo potrebbe però provocare gravi danni al sistema ecologico se gli attuali livelli di produzione e di consumo si affermassero dappertutto: basti pensare che nei paesi dell’Unione Europea il consumo medio d’energia è 10 volte superiore a quello di un paese in via di sviluppo, mentre il consumo medio di risorse naturali è 20 volte superiore; quindi 340 milioni di persone che popolano l’UE consumano tanta energia quanto 3,4 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo, ed usano tante risorse naturali quanto 6,8 miliardi di persone nel cosiddetto “Terzo Mondo”, un miliardo in più di quanto non sia oggi l’intera popolazione mondiale. I primi rapporti e le prime previsioni sullo stato dell’ambiente negli anni settanta ponevano in primo piano il problema dell’esaurimento delle materie prime ed in particolare delle fonti d’energia derivanti da combustibili fossili. Negli anni novanta le cose sono cambiate: non è tanto la scarsità di risorse a porre limiti allo sviluppo economico, quanto la limitata capacità dei sistemi ecologici di ricevere sostanze inquinanti e rifiuti d’ogni tipo. La minaccia dell’effetto serra o della distruzione della foresta amazzonica, non lascia dubbio sul fatto che l’economia, se non cambia strada, si troverà in rotta di collisione con l’ambiente naturale; nonostante tentativi di politica ambientale, negli ultimi vent’anni la natura si è sempre più ridotta alla funzione di fornitrice e raccoglitrice di rifiuti industriali. Dalla fine degli anni ‘80 ed in particolare dopo il vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, si è andato progressivamente sviluppando a livello internazionale un nuovo concetto di benessere: “sviluppo sostenibile” è il modo in cui viene definito uno sviluppo che dovrebbe soddisfare le necessità di chi oggi vive sul pianeta senza mettere a repentaglio le necessità delle generazioni future. Questo concetto fondamentale nasce dal riconoscimento che i problemi di politica ambientale non possono essere affrontati separatamente dallo sviluppo economico e sociale ma che ambiente e sviluppo sono le due facce della stessa medaglia. In altri termini, non è più valida la vecchia massima secondo cui bisogna prima raggiungere il benessere economico e poi si potrà pensare a ripararne le conseguenze sociali ed ecologiche.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Danilo Tomasini Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1640 click dal 12/04/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.