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Il contratto di maternità surrogata

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Marciani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: P.papanti Pellettier
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

Il contratto di maternità surrogata è il contratto con il quale una donna si impegna, generalmente dietro corrispettivo, a ricevere l'embrione di una coppia sterile, al fine di farlo sviluppare e, dopo il parto, riconsegnarlo alla coppia committente, la quale assumerà tutti i diritti e i doveri propri dei genitori senza nessuna ingerenza da parte della madre sostituta.
Questa è in sostanza la definizione che il Tribunale di Monza, occupatosi per primo in Italia della materia dei contratti di surroga, dà del contratto in questione.
Definizioni leggermente diverse si trovano in altri ordinamenti giuridici, come, ad esempio, quello statunitense, nel quale, a seguito di varie controversie giudiziarie, la dottrina è partita dalle prime sentenze in materia che qualificavano l'accordo quale "gentlemen's agreement", per giungere, con il celebre caso Baby M., che per primo ha riconosciuto la validità dell'accordo, ad un'interpretazione che lo configura come vendita di servizi personali di procreazione.
La panoramica delle definizioni giuridiche non sarebbe completa qualora mancasse una, sia pure succinta, disamina dell'evoluzione delle tecniche mediche e delle loro conseguenze nella realtà sociale che tanta parte delle decisioni politiche hanno condizionato. E' infatti il progresso in campo medico e l'evoluzione del comune sentire che hanno portato a concepire la sterilità non più come un segno del destino ma come una patologia. Correlativamente si sono perfezionate le tecniche di inseminazione artificiale, le quali sono giunte al punto di rendere possibile l'incontro dei gameti al di fuori del corpo della donna ed il successivo impianto degli embrioni. Tale tecnica è la cosiddetta FIVET, sigla che sta per fertilizzazione in vitro ed embriotransfert. Normalmente la FIVET prevede il prelievo degli ovuli, cosa che oggi non si fa più con laparoscopia ma in modo non invasivo. Successivamente si procede alla capacitazione degli spermatozoi ed alla fertilizzazione in vitro cui segue l'incubazione a trentasette gradi. Nelle ventiquattro ore successive si possono vedere le prime divisioni cellulari che sono l'indizio della avvenuta fecondazione. Nella maternità surrogata, a questo punto subentra la madre su commissione, la quale si presta all'impianto dell'embrione che avviene per via trans-cervicale, tramite sottilissimi cateteri atraumatici. Per i medici il momento più delicato è l'impianto degli embrioni, che rappresenta la fase critica del procedimento, quello in cui si verifica il maggior numero di fallimenti della tecnica. Da un punto di vista più giuridico, invece, è necessario scegliere una delle varie tipologie di accordo di surrogazione che la prassi e le necessità individuali si sono affrettate a creare, affinché si possano valutare gli elementi essenziali del contratto senza i pesi e le distrazioni che fatalmente le "variazioni sul tema" portano con sé.

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3 Definizione e presentazione del contratto di maternità surrogata Il contratto di maternità surrogata è il contratto con il quale una donna si impegna, generalmente dietro corrispettivo, a ricevere l'embrione di una coppia sterile, al fine di farlo sviluppare e, dopo il parto, riconsegnarlo alla coppia committente, la quale assumerà tutti i diritti e i doveri propri dei genitori senza nessuna ingerenza da parte della madre sostituta. Questa è in sostanza la definizione che il Tribunale di Monza, occupatosi per primo in Italia della materia dei contratti di surroga, dà del contratto in questione 1 . Definizioni leggermente diverse si trovano in altri ordinamenti giuridici come ad esempio, quello statunitense dove, a seguito di varie controversie giudiziarie, la dottrina è partita dalle prime sentenze in materia che qualificavano l'accordo quale <<gentlemen's agreement>>, per giungere, con il celebre caso Baby M., che per primo ha riconosciuto la validità dell'accordo, 1 Trib. Monza, 27 ottobre 1989, in Riv. Dir. fam. e pers.,1990, pag 191 ss., con nota di MARIA CARMEN LANDOLFI.

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Parole chiave

contratti di surroga
diritto di famiglia
maternità surrogata
procreazione artificiale

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