Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Giappone: crisi strutturale dell'economia e investimenti diretti in Italia e in Europa

Gli anni Novanta possono essere classificati, tra i vari modi possibili, come quelli della globalizzazione: parte attiva di questo processo è rappresentata dalle imprese multinazionali che, a seconda di interessi logistici e necessità produttive, dislocano la propria produzione in paesi diversi da quello di appartenenza. Ed è a partire da questo fenomeno che ho deciso di condurre un’indagine su un caso particolare, ovvero la presenza giapponese nel continente europeo.

Mostra/Nascondi contenuto.
9 Introduzione Gli anni Novanta possono essere classificati, tra i vari modi possibili, come quelli della globalizzazione: parte attiva di questo processo è rappresentata dalle imprese multinazionali che, a seconda di interessi logistici e necessità produttive, dislocano la propria produzione in paesi diversi da quello di appartenenza. Ed è a partire da questo fenomeno che ho deciso di condurre un’indagine su un caso particolare, ovvero la presenza giapponese nel continente europeo. Il Giappone, trasformatosi in poco più di cent’anni da paese chiuso ai contatti con l’estero e basato su una società di stampo ancora feudale in superpotenza economica mondiale, è sempre stato argomento di grande interesse nella letteratura economica degli ultimi trent’anni. Ma si è notato che, a fronte di numerose analisi dei vari aspetti che ne contraddistinguono l’economia, e un certo interesse nei confronti della sua forte posizione di paese esportatore, poco è stato scritto sulla presenza di investimenti giapponesi in Europa. Al contrario la letteratura riguardante la penetrazione produttiva negli Stati Uniti è molto vasta, ed è sicuramente dovuta a un sentimento di timore, se non di diretta avversione, verso il grande successo economico giapponese degli anni Ottanta del secolo XX, decennio in cui l’ascesa del Sol Levante sembrava inarrestabile. Ed è sempre a partire da questo decennio che gli investimenti in Europa si fanno più massicci, soprattutto nell’ottica di evitare blocchi commerciali da parte della CEE nei confronti delle importazioni nipponiche. Ma l’ascesa del Giappone non si è dimostrata inarrestabile: all’inizio degli anni Novanta lo scoppio congiunto della bolla speculativa mobiliare e immobiliare ha provocato una crisi strutturale di dimensioni notevoli: un’analisi degli investimenti nello spazio europeo non può quindi esimersi dal considerare quanto avvenuto negli ultimi tredici anni. Nonostante i problemi economici, l’Europa non sembra però perdere terreno: gli investimenti giapponesi continuano a essere massicci, e a interessare soprattutto le aree più ricche, a riprova dell’interesse eminentemente logistico-commerciale della dislocazione produttiva nipponica.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Yari Simone Prete Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4192 click dal 15/04/2005.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.