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Dissonanza cognitiva e teorie del Sè. Modello del Sè Standard. Un contributo di ricerca

Dal momento in cui è apparsa la teoria della dissonanza cognitiva di L. Festinger (1957), differenti prospettive teoriche si sono concentrate sul ruolo del Sè nella dissonanza.Tuttavia, ogni approccio presuppone differenti assunzioni sul tipo di informazioni che le persone utilizzano per valutare ed interpretare un dato comportamento. Nello specifico, nel primo capitolo saranno discusse le controversie fra le tre maggiori teorie riguardanti come le cognizioni sul Sè mediano la dissonanza:
La teoria della Coerenza del Sè afferma che la dissonanza è il risultato di cognizioni incoerenti con la concezione del Sè (E. Aronson, 1968, 1992).
La teoria del New Look ha proposto che la dissonanza è il risultato di un sentimento di auto-colpevolazzazione, cioè di responsabilità personale per le conseguenze avverse (Cooper & Fazio, 1984).
La teoria dell'affermazione del Sè interpreta la dissonanza come un fenomeno che comprende una forte minaccia all'integrità del Sè (Steele, 1988; Steele e altri, 1993).
Nel secondo capitolo verrà trattato un nuovo modello nato dalla sintesi tra le tre precedenti teorie. Si tratta del Modello del Sè Standard della Dissonanza cognitiva (SSM) (Stone & Cooper, 2001) il quale suggerisce che le basi della dissonanza, dipendono in parte dalle cognizioni del Sè e dagli standard del Sè (nomotetici e idiografici) accessibili in un contesto discrepante. L'SSM ricava le sue predizioni in parte da certe ipotesi sulla natura cognitiva della stima del Sè. L'autostima infatti è influenzata sia da ciò che succede all'esterno che da quello che accade dentro di noi. Higgins (1987)definisce guide del Sè questi canoni personali a cui tendiamo a conformarci e si dividono in due categorie: Il Sè ideale (la persona che vorremmo essere)e il Sè imperativo (la persona che sentiamo di dover essere (Higgins, 1987). La ricerca dimostra che le persone con alta autostima riportano discrepanze croniche più piccole tra il loro Sè attuale e gli standard di Sè ideale. Al contrario, le persone con bassa stima di Sè riportano discrepanze croniche più elevate tra il loro Sè attuale e gli standard del Sè ideale. A proposito di ciò ho condotto una ricerca in cui a differenza dei teorici precedenti, sostengo che le persone con alta autostima non hanno alte aspirazioni per quanto riguarda il Sè ideale. Diversamente, i sogg. con bassa autostima vorrebbero essere altro rispetto ciò che sono, pertanto il loro Sè ideale è ricco di desideri e aspirazioni.

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3 INTRODUZIONE Dal momento in cui è apparsa, più di 40 anni fa, la teoria della dissonanza cognitiva di Leon Festinger (1957), differenti prospettive teoriche si sono concentrate sul ruolo del Sé nella dissonanza. Ogni teoria, inclusa l’originale teoria di Festinger, assume che si genera dissonanza quando le persone agiscono e dopo provano a capire ciò che hanno fatto. Tuttavia, ogni approccio presuppone differenti assunzioni sul tipo di informazione che le persone utilizzano per valutare ed interpretare un dato comportamento. Nello specifico, nel primo capitolo del presente lavoro saranno discusse le controversie fra le tre maggiori teorie riguardanti come le cognizioni sul Sé mediano la dissonanza: La teoria della Coerenza del Sé afferma che la dissonanza è il risultato di cognizioni incoerenti con la concezione del Sé (E. Aronson, 1968, 1992). Le persone mirano a mantenere un senso di competenza e moralità, di conseguenza ridurranno la dissonanza giustificando il comportamento discrepante. Inoltre verrà esaminato

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria Elena Morelli Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7996 click dal 15/04/2005.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.