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Garibaldi e il ''garibaldinismo'': Storia di un mito

Questo lavoro nasce dall'esigenza di mettere in evidenza quando e come nacque il mito di Garibaldi, mito che grazie a circostanze fortuite e non, fece si che il condottiero venisse identificato con l'appellativo di "Eroe dei due mondi". Si ripercorrono in questo lavoro le tappe che lo videro assurgere a figura mitica e mitizzata. Il tentativo è ovviamente quello di "smitizzare" questa figura e di renderla umana, cercando di dimostrare quanto fosse valoroso ma anche quanto fosse stato strumentalizzato. Il mito che io tento di descrivere nasce dalle vicende sudamericane, si alimenta nel 1848 e viene glorificato durante le vicende che nel 1859-60 condussero all'unificazione. Il tentativo è non tanto quello di mettere in evidenza le circostanze storiche quanto quello di mettere in risalto l'evoluzione del mito, il ruolo di Mazzini e dei mazziniani, fino a chiarire attraverso alcune testate giornalistiche del 1860 -70, come questa figura fosse stata strumentalizzata dalle diverse correnti politiche dell'epoca. Il "garibaldinismo" in quest'ottica divenne una via emancipatoria per le nascenti correnti politiche radicali e socialiste ed io ho cercato di mettere in luce alcuni delicati passaggi. In ultima analisi si spiega come il mito del Generale venne percepito e diffuso in Gran Bretagna e Francia alimentando dispute ideologiche in alcuni dei principali quotidiani italiani. Va da se che finchè il mito viene strumentalizzato a fini educatòri benvenga, il problema si innesca (spero che dal testo si evinca) nel momento in cui il mito diviene una via per alimentare poteri occulti e non.... Buona lettura

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Introduzione Il mito di Garibaldi ci mostra come per più di un secolo gli italiani abbiano percepito se stessi: rare figure come la sua infatti ci rivelano aspetti decisivi della nostra identità collettiva. Pochi altri connazionali sono stati considerati come il Condottiero la personificazione di virtù tipicamente italiane – la spontaneità, la generosità, l'eroismo, l'onestà – che si accompagnerebbero però a difetti non meno tipici. Garibaldi è stato il personaggio storico italiano più ammirato dalle élites europee, in particolar modo in Inghilterra, dove egli apparve come l'incarnazione dell'eroe romantico. Affrontando in questo lavoro una figura ancora tanto controversa, non si può fare a meno di notare il fatto che, sin dall'inizio della carriera del nostro eroe, vi fu una tendenza a trasfigurare la realtà dei fatti, cosa che si andò intensificando dal 1849-50 in occasione dell'uscita dei primi scritti sul suo conto; prendendo brevemente in rassegna queste opere, si può notare quanto esse abbiano influito sulla diffusione e realizzazione del suo alone mitologico. Nel 1850 usciva a Torino, dalla tipografia Fory e Dalmazzo già Favale in Doragrossa, un fascicoletto di 62 pagine: si trattava della prima biografia di Garibaldi ancora vivente scritta dal suo amico Gian Battista Cuneo. Quest'opera fu tradotta in diverse lingue e diffusa in Europa e in America favorendo, insieme alle opere autobiografiche, la diffusione del mito già dal 18501. Attraverso questa biografia si poneva in rilievo l'importanza dell'azione 1 «Nella sua Biografia di Giuseppe Garibaldi [...] Cuneo utilizza la struttura episodica e sequenziale, come anche lo stile del romanzo storico, per enfatizzare lo status di eroe di Garibaldi». Lucy Riall, Storie d'amore, di libertà e d'avventura: la costruzione del mito garibaldino intorno al 1848-49, in:A.A.V.V., Immagini della nazione nell'Italia del Risorgimento, a cura di Alberto Mario Banti e Roberto Bizocchi, Carocci, Roma, 2002, p. 161. 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ennio Belforte Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9807 click dal 15/04/2005.

 

Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.