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Le fonti energetiche rinnovabili. Valutazioni economiche, politiche ed ambientali.

La tesi vuole affrontare il problema energetico (dovuto, in Italia, alla forte dipendenza dall'estero e da fonti non rinnovabili), emerso in tutta la sua importanza con i famosi black-out dell'estate 2003, concentrando l'attenzione sulle fonti rinnovabili ma anche sull'idrogeno, vettore di energia e non fonte. A tal fine, oltre a elencare tutte le tipologie di fonti alternative, e le relative tecnologie di sfruttamento, sono stati esaminati aspetti economici, politici (decisamente importanti data la recente entrata in vigore del Protocollo di Kyoto che sicuramente influenzerà le politiche energetiche nazionali) ed ambientali delle rinnovabili.

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VI INTRODUZIONE La scelta dell’argomento della tesi è stata dettata dal forte interesse personale che ho sempre nutrito, a prescindere da qualsiasi schema ideologico, nei confronti dei problemi ambientali. Ritengo inoltre, il tema trattato, di estrema attualità viste le problematiche economiche, politiche ed ambientali che comporta il settore energetico. Forse la maggior parte degli italiani si sarà resa conto della critica situazione in cui versa il nostro paese, sotto il profilo energetico, nell’estate del 2003 durante la quale si sono avute due date che non dimenticheranno facilmente: ξ Il 26 Giugno 2003, in cui avvenne il distacco programmato di energia per sei milioni di persone (cd. Brownout). ξ Il successivo 28 Settembre, quando alle 3:30 della notte su tutta l’Italia calò un black-out assolutamente imprevisto arrivato a durare, in alcune zone, oltre 12 ore. Abbiamo così toccato con mano quanto l’energia sia, per tutti noi, indispensabile al fine di mantenere il nostro livello di benessere raggiunto. Può tuttavia essere di parziale conforto ricordare che i black-out di casa nostra hanno illustri precedenti in quelli degli Stati Uniti dove, per citare gli ultimi eventi in termini cronologici, il 14 Agosto del 2003 circa 50 milioni di persone sono rimaste senza corrente elettrica. Tutto ciò anticipato dai fatti verificatisi nel 2000 quando, nel corso dell’estate, con una richiesta di potenza elettrica aumentata notevolmente a causa dell’utilizzo dei condizionatori d’ambiente, scoppiò la prima fase della crisi elettrica che colpì gli Stati Uniti. La seconda fase della crisi si manifestò nei mesi dell’inverno 2000/2001 per una bassa produzione di energia idroelettrica accoppiata alla messa fuori servizio, per manutenzione, di alcune vecchie centrali di generazione. Secondo un recente studio della Banca Mondiale, le ragioni della crisi vanno ricercate, per gli Stati Uniti (ma identico discorso vale anche per l’Italia), in una domanda di elettricità crescente ed in nessuna nuova capacità installata.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Filippo Mazzei Contatta »

Composta da 325 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 26600 click dal 22/04/2005.

 

Consultata integralmente 106 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.