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Il paziente colpito da infarto miocardico acuto trattato o no con angioplastica coronarica: riduzione dei fattori di rischio durante il primo mese dopo la dimissione ospedaliera.

Da numerosi studi si è visto come la riabilitazione cardiologica dopo un infarto miocardico migliori notevolmente la qualità di vita dei pazienti.
E' indispensabile, però, che tale riabilitazione inizi da subito, ovvero già dal periodo del ricovero ospedaliero. Negli ultimi anni, con l’avvento di nuove tecniche quali l’angioplastica coronarica e l’utilizzo di farmaci sempre più mirati, il ricovero ospedaliero si è ridotto notevolmente, rendendo ancor più difficile l’adozione immediata di un percorso assistenziale che educhi la persona sulla natura della sua malattia e sui fattori di rischio che possono e devono essere ridotti per evitare le complicanze della malattia. La mancanza di un’adeguata informazione-educazione porta il paziente dimesso a non sapere bene come comportarsi, creando le seguenti possibili situazioni negative: - la non adesione al programma terapeutico farmacologico; - il non controllo dei parametri cardiovascolari ed ematochimici; - la ripresa delle abitudini sbagliate, quali fumo, dieta inadeguata, sforzi fisici non consoni alla fase di convalescenza ecc.; - la non corretta gestione dell’ansia. Un questionario somministrato, nel periodo luglio 2004 - gennaio 2005, ai pazienti dimessi dall’unità coronarica del presidio ospedaliero di Cittadella, ad un mese dalla dimissione ospedaliera, in occasione del primo controllo cardiologico post evento acuto, ha confermato le suddette situazioni. Pertanto, con il presente progetto si intende affrontare il seguente problema: il paziente, colpito da infarto miocardio acuto, durante il primo mese dalla dimissione, assume un comportamento non corretto nei confronti delle prescrizioni mediche, dei fattori di rischio relativi alla sua patologia e vive questa fase in uno stato d’ansia non controllato.

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SINTESI DELLA PROPOSTA PROGETTUALE TITOLO DEL PROGETTO Il paziente colpito da infarto miocardico acuto trattato o no con angioplastica coronarica: riduzione dei fattori di rischio durante il primo mese dopo la dimissione ospedaliera. PROBLEMA Da numerosi studi si è visto come la riabilitazione cardiologica dopo un infarto miocardico migliori notevolmente la qualità di vita dei pazienti è indispensabile, però, che tale riabilitazione inizi da subito, ovvero già dal periodo del ricovero ospedaliero. Negli ultimi anni, con l’avvento di nuove tecniche quali l’angioplastica coronarica e l’utilizzo di farmaci sempre più mirati, il ricovero ospedaliero si è ridotto notevolmente, rendendo ancor più difficile l’adozione immediata di un percorso assistenziale che educhi la persona sulla natura della sua malattia e sui fattori di rischio che possono e devono essere ridotti per evitare le complicanze della malattia. La mancanza di un’adeguata informazione-educazione porta il paziente dimesso a non sapere bene come comportarsi, creando le seguenti possibili situazioni negative: - la non adesione al programma terapeutico farmacologico; - il non controllo dei parametri cardiovascolari ed ematochimici; - la ripresa delle abitudini sbagliate, quali fumo, dieta inadeguata, sforzi fisici non consoni alla fase di convalescenza ecc.; - la non corretta gestione dell’ansia. Un questionario somministrato, nel periodo luglio 2004 - gennaio 2005, ai pazienti dimessi dall’unità coronarica del presidio ospedaliero di Cittadella, ad un mese dalla dimissione ospedaliera, in occasione del primo controllo cardiologico post evento acuto, ha confermato le suddette situazioni. Pertanto, con il presente progetto si intende affrontare il seguente problema: il paziente, colpito da infarto miocardio acuto, durante il primo mese dalla dimissione, assume un comportamento non corretto nei confronti delle prescrizioni mediche, dei fattori di rischio relativi alla sua patologia e vive questa fase in uno stato d’ansia non controllato. - 1 -

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Fabio Beghin Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 23998 click dal 27/04/2005.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.