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Il paesaggio diverso nel cinema italiano degli anni novanta. Prospettive, regionalismi e differenti visioni

L’elaborato muove da una prima ricognizione dell’elemento paesaggio analizzato in merito alle sue componenti principali, operazione cui si affianca un breve excursus storico relativo alla nozione stessa di paesaggio comunemente inteso.
L’analisi si spinge poi a considerare l’elemento dello sguardo (visione) e il concetto di “diversità”. Il fatto che i due termini si trovino accostati nel merito della locuzione “sguardo del diverso” (l’ottica privilegiata da cui muove l’elaborato) implica un’attenzione particolare a detti elementi.
L’ingresso nel paesaggio della precedente tipologia di visione tramite soggetti “portatori” e l’interazione di tali soggetti con le varie istanze culturali presenti nel territorio determinano un presunto emergere di particolarità locali, relative ad accoglienza e confronto col nuovo venuto, passibili di influenzare l’agire di chi percorre ed esperisce tali ambienti.
La fisicità dei contatti fra gli elementi evidenziati finisce per toccare numerosi ambiti di cui partecipano, e ne sono alle volte un riflesso, le pellicole esaminate in questa sede.

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I INTRODUZIONE A partire da un gruppo ristretto di opere filmiche, si cercherà di delineare un percorso di ricerca riguardante il paesaggio e lo sguardo ad esso relativo, sguardo attribuibile a soggetti considerati esterni alla società perché emarginati o provenienti da altre aree geografiche o dotati d’una peculiarità di visione non ascrivibile alla gran parte della popolazione. Le modalità di interazione dei differenti soggetti con i differenti luoghi genereranno particolarità di situazioni saldamente legate al territorio e, pur nelle divergenze tematiche delle storie, il tentativo sarà quello di dimostrare l’esistenza d’una modalità similare di relazione fra i soggetti latori di un certo sguardo e gli spazi contenenti tali soggetti, anch’essi dotati d’una particolarità di visione. Il risultato di tale interazione, capace di portare a degli esiti o meno, sarà oggetto principale della ricerca. L’attenzione in sede d’analisi verrà rivolta innanzitutto alla definizione dei termini in esame, primo fra tutti il paesaggio e successivamente la figura del “diverso” e dello sguardo ad esso attribuibile. L’insistenza sulla definizione precisa dei luoghi maggiormente interessati dalle “peregrinazioni dello sguardo” nelle storie narrate, porterà all’individuazione di spazi ben definiti e circoscrivibili talvolta ad una situazione di modernità. Il riferimento qui è ai cosiddetti “non luoghi”, tutte quelle strutture come aeroporti e stazioni, agglomerati edilizi e centri commerciali, grandi arterie

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Filippo Cattelan Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.