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La lunga battaglia di Altiero Spinelli e del Club del Coccodrillo

La storia della grande utopia europea di Altiero Spinelli e del suo Club del Coccodrillo. La cronologia e l'analisi degli eventi che portarono alla nascita del Club del Coccodrillo e alla stesura dell'Atto Unico Europeo giudicato da Spinelli "un topolino".


In allegato una esclusiva intervista a Pierluigi Dastoli, assistente di Spinelli durante gli anni di grande fermento europeista, che spiega gli avvenimenti ed i sentimenti da lui vissuti in prima persona.


“ (...) Se non si attribuisce alcun valore alla libertà, cioè a un tipo di società in cui gli individui non siano strumenti di forze che li trascendono, ma autonomi centri di vita, se non si attribuisce valore alla giustizia, cioè a un tipo di società in cui la libertà non sia riservata a piccole minoranze privilegiate, ma sia un bene effettivo, e non solo formale, di cui dispongano strati sempre più vasti – non vale la pena di occuparsi della salvezza della nostra società”

Altiero Spinelli, “Manifesto di Ventotene”

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IV “ (...) Appena diciassettenne entravo nelle file comuniste (...). Diventando comunista, non era tanto contro il fascismo italiano e per un’ideale Italia che mi schieravo, ma contro il capitalismo e l’imperialismo mondiali e per un ordine nuovo mondiale (...). Agitato dalla passione politica dell’azione e del comando e sedotto da un’organizzazione che si presenta come un clero, depositario delle segrete leggi che regolano la morte delle vecchie e la nascita delle nuove società umane, e deciso a prendere il potere assoluto e totale necessario per creare la nuova e perfetta società. Sono diventato comunista come si diventa prete (...) ” 1 . Con queste parole lo stesso Spinelli spiega il significato della sua adesione al comunismo e della militanza che lo portò, nel 1927, all’arresto e alla condanna, per cospirazione contro i poteri dello stato, a dieci anni di carcere e sette di confino, nell’isola di Ventotene. Durante quei lunghi anni trascorsi con altri compagni confinati, come Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, e anche Sandro Pertini, che aveva collaborato alla fuga di Filippo Turati dall’Italia, Spinelli ebbe modo di riflettere sull’idea comunista e i suoi fini ultimi : “In un dibattito con me stesso che è durato anni, ho cercato dapprima di mantenere in piedi la visione intellettuale e politica, sulla quale avevo fondato la mia vita, che costituiva la giustificazione morale alla mia prigionia, e 1 “L’Europa non cade dal cielo”, Altiero Spinelli, 1960, Il Mulino p.7-8-9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Capriati Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2472 click dal 12/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.