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Il fenomeno della deindustrializzazione in Germania: ipotesi di riconversione funzionale a Duisburg e Düsseldorf

Le economie dei Paesi sviluppati stanno vivendo una serie di trasformazioni che modificano i sistemi nel loro complesso e generano forti cambiamenti, soprattutto nel settore secondario.
Il vecchio modello industriale, di stampo ottocentesco, che si basava sulla produzione di massa, sulla scarsa specializzazione degli addetti e sulla divisione del lavoro, è quasi completamente scomparso all’interno delle società più avanzate economicamente, come quella tedesca.
Nuovi fattori di sviluppo si sono affermati nell’attuale panorama sociale ed economico, come conseguenza di trasformazioni globali che impongono anche all’industria la gestione di nuove sfide. I progressi tecnologici, l’espansione dei servizi offerti alle imprese, le diversificate richieste dei mercati e i nuovi cicli di produzione più flessibili e veloci hanno determinato una piena trasformazione del modello fordista.
Il passaggio all’attuale spazio economico ed industriale, definito post-taylorista o alternativamente post-industriale, ha come estrema e vistosa conseguenza una contrazione del settore secondario e contemporaneamente una maggiore efficienza e produttività dello stesso. Le attuali e continue applicazioni tecnologiche all’interno dell’industria e le spinte innovative provenienti da mercati internazionali sempre più estesi hanno permesso all’attività manifatturiera europea di specializzarsi in nuovi ambiti produttivi, come l’elettronico e l’informatico, che apportano un grosso valore aggiunto ai beni prodotti.
Inoltre, l’attuale spazio economico europeo e di altre realtà sviluppate si contraddistingue non soltanto per il contributo della scienza e della tecnica, indispensabili presupposti dell’attività manifatturiera, ma anche per una straordinaria apertura verso tutto il complesso settore terziario. L’industria europea vive sempre più in osmosi con le attività di servizio, che intervengono a sostegno della produzione sia a valle che a monte, sotto forma di ricerca, consulenza, credito, indagini di mercato, trasporti, commercio e distribuzione globale.
Nell’ambito dell’industria europea, il caso della Germania è sicuramente molto rappresentativo. Infatti, in questa Nazione la grande impresa integrata verticalmente ha dovuto recentemente riconvertirsi, ossia trasformare i fondamenti tradizionali su cui si reggeva.

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1 INTRODUZIONE Le economie dei Paesi sviluppati stanno vivendo una serie di trasformazioni che modificano i sistemi nel loro complesso e generano forti cambiamenti, soprattutto nel settore secondario. Il vecchio modello industriale, di stampo ottocentesco, che si basava sulla produzione di massa, sulla scarsa specializzazione degli addetti e sulla divisione del lavoro, è quasi completamente scomparso all’interno delle società più avanzate economicamente, come quella tedesca. Nuovi fattori di sviluppo si sono affermati nell’attuale panorama sociale ed economico, come conseguenza di trasformazioni globali che impongono anche all’industria la gestione di nuove sfide. I progressi tecnologici, l’espansione dei servizi offerti alle imprese, le diversificate richieste dei mercati e i nuovi cicli di produzione più flessibili e veloci hanno determinato una piena trasformazione del modello fordista. Il passaggio all’attuale spazio economico ed industriale, definito post-taylorista o alternativamente post-industriale, ha come estrema e vistosa conseguenza una contrazione del settore secondario e contemporaneamente una maggiore efficienza e produttività dello stesso. Le attuali e continue applicazioni tecnologiche all’interno dell’industria e le spinte innovative provenienti da mercati internazionali sempre più estesi hanno permesso all’attività manifatturiera europea di specializzarsi in nuovi ambiti produttivi, come l’elettronico e l’informatico, che apportano un grosso valore aggiunto ai beni prodotti. Inoltre, l’attuale spazio economico europeo e di altre realtà sviluppate si contraddistingue non soltanto per il contributo della scienza e

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Paola Morrongiello Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3450 click dal 12/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.