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Un recente "disastro" finanziario: il caso Parmalat

Il crack Parmalat è scoppiato improvviso ed inatteso, coinvolgendo uno dei marchi più conosciuti del Made in Italy ed una delle imprese più importanti dal punto di vista economico-finanziario, industriale ed "occupazionale" per il sistema Italia.
Il fulmine a ciel sereno però è apparso tale solo a chi ha vissuto la vicenda da fuori, a chi non ha conosciuto una Parmalat tutta "latte e derivati", fatta di finanza spregiudicata e debiti accumulati, risparmiatori truffati e banche che se ne chiamano fuori.
Ma la Parmalat non produceva latte?

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IIntroduzione “ La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme ” , Art . 47 Cost. “Ci risiamo, ancora una volta, purtroppo, a dovere ragionare di patologia” i . Sembra che, in questa frase, si possano ritrovare i pensieri di coloro che, dopo le varie vicende che hanno interessato bond argentini, Cirio, Giacomelli, i prodotti “discutibili” Myway e 4You, hanno dovuto, a vario titolo, affrontare l’ultimo (?) caso di “risparmio tradito”, che ha (ri)messo in discussione tutto l’apparato dei controlli sul mercato finanziario. Il “disastro” generato dal caso Parmalat è emblematico: una “multinazionale tascabile” ii che, negli ultimi quindici anni, è riuscita a moltiplicare il fatturato consolidato per quindici, attraverso un numero enorme di acquisizioni in ogni angolo del mondo iii . Cresceva il fatturato e crescevano anche i debiti, peraltro secondo un modello già conosciuto. Lo sviluppo diventa addirittura vertiginoso negli anni dell’approdo alla quotazione in Borsa, peraltro in maniera poco ortodossa iv , a conferma della totale avversione per la trasparenza e l’apertura al mercato. Questa strategia non mancò di suscitare, già allora, critiche e persino dubbi sulla correttezza dell’amministrazione Parmalat. i DEMATTE’ C., Parmalat e Cirio, l’occasione per cambiare, in Economia & Management, 2/2004, p. 3. ii COLLI, Multinazionali tascabili e quarto capitalismo: un profilo storico e problematico, in Annali di storia dell’impresa, 2001, n. 12. iii Si contano acquisizioni ed investimenti in trenta paesi (soprattutto Sudamerica), contando più di 150 impianti e quarantamila dipendenti. FIMMANO’, I gap di informazione e controllo nei carc Cirio e Parmalat e le Prospettive di riforma, in Le società, n. 4/2004, p. 403. iv La Parmalat è stata quotata attraverso un’operazione di reverse take over, che consiste nell’aquisto di una società già quotata, evitando il prospetto di quotazione a favore di un più “silenzioso” aumento di capitale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Pierluigi Mastellone Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9103 click dal 17/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.