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L' équipe multidisciplinare come strumento per la segnalazione e la presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento sui minori

Le ragioni del lavoro che andrò qui a sviluppare risiedono in un vivo interesse ed in una particolare sensibilità nei confronti dei temi del maltrattamento e dell’abuso sessuale sui minori, oltre ad un forte senso di responsabilità e di urgenza verso una forma di violenza all’infanzia che, più di altre, è portatrice di conseguenze traumatiche a livello fisico, psichico, affettivo-relazionale e sessuale per il minore, tali da compromettere la sua possibilità di una crescita serena, armonica ed equilibrata. Lo stimolo ad approfondire tali tematiche deriva anche dall’attività che attualmente svolgo come educatrice presso una comunità per minori e dalla necessità, quindi, di acquisizione di maggiori conoscenze teoriche e metodologiche sull’argomento, al fine di essere maggiormente preparata e tutelata dal punto di vista emotivo ad affrontare la concretezza e la quotidianità della relazione con i minori.
Nel prossimo futuro aspiro tuttavia ad agire come assistente sociale di un Servizio Socio-Sanitario ed essere quindi in grado di lavorare in un’ottica di integrazione e di interdisciplinarietà con altre figure professionali, realizzando le strategie di intervento più adeguate a gestire tali situazioni complesse.
In questo lavoro ho voluto prima di tutto sottolineare come l’inquietante tema del maltrattamento e dell’abuso sessuale sui minori sia emerso con particolare insistenza in questi ultimi anni. Questa rinnovata attenzione all’infanzia violata ha aiutato a superare molti tabù e a rimuovere l’omertoso silenzio che circondava situazioni così drammatiche. E’ perciò un fatto positivo che oggi si riconosca che i rapporti tra adulto e bambino non sempre sono improntati all’affetto e al rispetto, che, al contrario, la tenerezza e la protezione verso l’infanzia molto spesso lasciano il posto alla violenza e alla sofferenza, e che il bambino, invece di essere considerato come un soggetto di diritto da tutelare, diventa una mera risorsa e una proprietà atta a soddisfare le esigenze dell’adulto.
Pertanto, è molto importante che la nostra società riconosca questo male ed agisca per prevenirlo, sviluppando una cultura di reale attenzione al bambino e ai suoi bisogni, anche attraverso corsi di formazione rivolti ad operatori dei Servizi Socio-Assistenziali, Sanitari ed educativi, associati ad una sensibilizzazione e informazione dell’opinione pubblica sul fenomeno. Vista la complessità e la multifattorialità del problema del maltrattamento e dell’abuso sessuale sui bambini, che vede il coinvolgimento di diverse professionalità (insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, giudici e avvocati), il lavoro di rete tra i diversi operatori diventa un’esigenza operativa, al fine di progettare il proprio intervento in modo complementare rispetto a quello degli altri. Inoltre, come avrò modo di illustrare successivamente, per rispondere all’esigenza dei Servizi di rendersi più visibili e agire più efficacemente sul territorio, sono state emanate delle linee-guida dalla Regione Piemonte, finalizzate ad un maggior coordinamento delle azioni degli Enti Socio Assistenziali e Sanitari rispetto alla prevenzione secondaria, alla realizzazione di un contesto operativo più integrato e a una metodologia di lavoro comune e condivisa. A tal proposito ho preso in considerazione anche i dati parziali trasmessi dalle équipes alla Regione, inerenti i casi segnalati all’autorità giudiziaria e la situazione a livello nazionale, al fine di avere una stima sulla diffusione del fenomeno, poiché prima di focalizzare l’attenzione sul “che fare” è necessario “sapere”, cioè divenire consapevoli dell’esistenza di questa sofferenza nascosta, saperla riconoscere e non avere paura di affrontarla, ma farsene carico promuovendo azioni preventive che riducano l’incidenza del problema. Infine, a distanza di cinque anni dall’emanazione della delibera regionale, ho ritenuto interessante mettere a confronto due équipes multidisciplinari della provincia di Alessandria e di Asti per descriverne, attraverso un’intervista a testimoni privilegiati quali sono le assistenti sociali appartenenti ai Servizi di base, l’organizzazione, gli obiettivi raggiunti e i nodi critici di funzionamento.

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3 INTRODUZIONE Le ragioni del lavoro che andrò qui a sviluppare risiedono in un vivo interesse ed in una particolare sensibilità nei confronti dei temi del maltrattamento e dell’abuso sessuale sui minori, oltre ad un forte senso di responsabilità e di urgenza verso una forma di violenza all’infanzia che, più di altre, è portatrice di conseguenze traumatiche a livello fisico, psichico, affettivo-relazionale e sessuale per il minore, tali da compromettere la sua possibilità di una crescita serena, armonica ed equilibrata. Lo stimolo ad approfondire tali tematiche deriva anche dall’attività che attualmente svolgo come educatrice presso una comunità per minori e dalla necessità, quindi, di acquisizione di maggiori conoscenze teoriche e metodologiche sull’argomento, al fine di essere maggiormente preparata e tutelata dal punto di vista emotivo ad affrontare la concretezza e la quotidianità della relazione con i minori. Nel prossimo futuro aspiro tuttavia ad agire come assistente sociale di un Servizio Socio-Sanitario ed essere quindi in grado di lavorare in un’ottica di integrazione e di interdisciplinarietà con altre figure professionali, realizzando le strategie di intervento più adeguate a gestire tali situazioni complesse. In questo lavoro ho voluto prima di tutto sottolineare come l’inquietante tema del maltrattamento e dell’abuso sessuale sui minori sia emerso con particolare insistenza in questi ultimi anni. Questa rinnovata attenzione all’infanzia violata ha aiutato a superare molti tabù e a rimuovere l’omertoso silenzio che circondava situazioni così drammatiche. E’ perciò un fatto positivo che oggi si riconosca che i rapporti tra adulto e bambino non sempre sono improntati all’affetto e al rispetto, che, al contrario, la tenerezza e la protezione verso l’infanzia molto spesso lasciano il posto alla violenza e alla sofferenza, e che il bambino, invece di essere considerato come un soggetto di diritto da tutelare, diventa una mera risorsa e una proprietà atta a soddisfare le esigenze dell’adulto.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca Tufano Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9224 click dal 19/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.