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Peter Pan e la letteratura per l'infanzia

Ha appena compiuto cent’anni (lo scorso dicembre 2004) ma non li dimostra affatto, Peter Pan, ovvero il fanciullo che non vuole crescere, continua ad affascinare grandi e piccoli di tutte le epoche, in tutto il mondo.
Il percorso che il presente lavoro affronta si sviluppa su sette capitoli, con lo scopo di fare un po’ di luce sulla creazione dello scrittore scozzese James Matthew Barrie, inquadrandola da un punto di vista letterario e psicologico (delle numerosi analisi ed interpretazioni che validi studiosi nel tempo hanno elaborato vengono prese in esame tre teorie); ne viene evidenziata la genesi, sottolineandone le realtà sociali (e sociologiche) che l’hanno influenzato; si discute la posizione di Peter Pan all’interno della letteratura per l’infanzia; viene affrontato il tema dell’importante influenza esercitata dalla mitologia nella letteratura, con particolare riferimento al personaggio di Peter Pan; è preso in esame il problema del “gender” ossia, come l’universo femminile e maschile s’inseriscono all’interno dell’opera di Barrie; viene infine analizzata la storia di Peter Pan a teatro e attraverso le realizzazioni cinematografiche.

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b) Peter Pan e la fusione dei generi (pp. 39-43) Secondo la studiosa Ann Yeoman, senza dubbio Barrie non riuscì, e probabilmente non tentò neppure, di creare un “buon” pezzo di letteratura per l’infanzia, secondo la tradizionale concezione della sua epoca. Ciò è evidente nei diversi arrangiamenti e versioni di Peter and Wendy scritte da altri per rendere la storia “più adatti ai ragazzi” rispetto all’originale. Tutte le consuete distinzioni fra “fairy story, fantasy, domestic story and boys’ adventure tale” 1 sono violate: Neverland e Peter Pan non sono adatti al domestic tale come lo è la presenza regolatrice di Wendy a Neverland in una boys’ adventure story. Secondo le osservazioni di Townsend 2 , l’idea di un ragazzo che non cresce mai è più seducente per i genitori che per i figli; pur rappresentando una figura enigmatica di notevole preoccupazione per i genitori, Peter Pan è pur sempre un enigma che attira e attrae inconsciamente il pubblico adulto, così come attirò il suo stesso autore, J. M. Barrie. Non si può considerare il racconto di Barrie come continuo, impeccabile e “genre-specific” 3 , poiché più la storia si dimostra uniforme ed eccessivamente coerente, meno provocatoria e ricca è l’analisi di un nuovo significato da parte dello studioso. Il carattere elusivo di Peter Pan rende impossibile una classificazione, quest’affermazione è altrettanto valida per la sua definizione letteraria dato che Barrie trae ispirazione per la struttura della sua opera, in misura più o meno uguale, dal mito, dalle favole, dal “Romance, adventure tale and fantasy” 4 . Il risultato complessivo è quello di un romanzo paragonabile ad un collage di stili e generi che introduce un confuso insieme di voci e prospettive, infatti, un momento Barrie prende le parti dei suoi personaggi, in un altro 1 Ann Yeoman, Now or Neverland, Peter Pan and the Myth of Eternal Youth, Toronto, Inner City Books, 1998, p. 88 2 “1) “Peter Pan, as everyone knows, is the boy who wouldn’t grow up”; 2) “It is doubtful whether the idea of a boy who never grows up is as appealing to children as it is to parents”; 3) “All in all, Peter and Wendy is not a very good book; I am sure it benefits unduly from the fame of the play.”, ibidem, p. 81 3 Ibidem 4 Ibidem

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Vanessa Luciani Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 28536 click dal 23/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.