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Il referendum nell'ordinamento regionale

Informazioni tesi

  Autore: Luca Bellezza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Carli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

Analisi dell'istituto referendario nell'ordinamento regionale partendo dalla Costituzione del 1948 per poi proseguire attraverso gli statuti del 1970 e le relative leggi attuative emanate dalle singole realtà regionali, arrivando a vedere quelle che sono state le eventuali novità avutesi con l'approvazione, nello scorso anno, dei nuovi statuti in 11 regioni.
Infine, ricerca, in ogni regione, dei quesiti proposti, arrivati ad una effettiva consultazione e non, ed analisi dei temi più significativi che questa attività ha potuto far emergere (distribuzione spaziale e temporale, materie oggetto di richiesta, effettivi risultati delle proposte referendarie)

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3 INTRODUZIONE La parola referendum ha assunto, in alcuni momenti della storia di questo paese, quasi una valenza “magica”, riprendendo una felice definizione utilizzata da Giulio Ambrosini 1 . Una riprova di questo fatto, la si può avere non soltanto andando ad osservare il volume di quesiti che in alcune tornate, sono stati presentati, cosa questa che per alcuni ha anzi portato negli ultimi anni quasi ad una regressione della importanza che di tale istituto si era venuta a dare da parte dei cittadini 2 , ma anche osservando come questo abbia inciso in alcuni momenti della vita politica e sociale di questo paese, come hanno dimostrato i referendum elettorali del 1991 e del 1993 per un verso o quelli sul divorzio e l’aborto per l’altro. Eppure, se solo si cercasse di addentrarci un po’ di più nel tema, si potrebbe vedere come esso sia stato fin dall’inizio caratterizzato da contraddizioni intrinseche che ne hanno inevitabilmente condizionato tutta la sua esistenza. Non diversa è stata la sorte che è toccata all’istituto referendario in ambito regionale. Si vedrà nei capitoli successivi più dettagliatamente quelle che sono state le osservazioni, il più delle volte giustificate, che sono state portate in special modo alle diverse normative che da parte delle singole realtà regionali furono emanate in attuazione delle disposizioni contenute nei singoli Statuti, i quali, deve peraltro ammettersi, su 1 G. AMBROSINI “Referendum”, ed. Bollati, Torino 1993 2 Si veda A. BARBERA ed A. MINGONE “La repubblica dei referendum” Bologna 2000

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Parole chiave

articolo 123
controllo ammissibilità
corte costituzionale
martines
referendum
referendum consultivo
referendum propositivo
referendum siciliano
val d'aosta 1992

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