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Il divorzio in Italia. I giuristi, la società e il dibattito politico nel XIX secolo

Il divorzio in Italia nel XIX secolo è oggetto di un acceso dibattito che interessa tutta la società e si sviluppa in più ambiti: infatti si possono ricordare le discussioni sui progetti di legge a livello parlamentare; i numerosi scritti che alimentano il dibattito dottrinario; le decisioni giurisprudenziali chiamate soprattutto a risolvere i contrasti esistenti a livello internazionale.
Da questo dibattito si possono isolare alcuni interessanti spunti di discussione. Prima di tutto bisogna dire che il divorzio ha delle ripercussioni sui rapporti tra Stato e Chiesa. L'introduzione del divorzio rappresenterebbe la sottrazione dell'istituto matrimoniale alla giurisdizione ecclesiastica e la sua completa laicizzazione, con il conseguente avvio di un contrasto tra queste due istituzioni.

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4 INTRODUZIONE Il divorzio in Italia nel XIX secolo è oggetto di un acceso dibattito che interessa tutta la società e si sviluppa in più ambiti: infatti si possono ricordare le discussioni sui progetti di legge a livello parlamentare; i numerosi scritti che alimentano il dibattito dottrinario; le decisioni giurisprudenziali chiamate soprattutto a risolvere i contrasti esistenti a livello internazionale. Da questo dibattito si possono isolare alcuni interessanti spunti di discussione. Prima di tutto bisogna dire che il divorzio ha delle ripercussioni sui rapporti tra Stato e Chiesa. Infatti, in Italia la Chiesa ha sempre avuto un ruolo predominante e ha rivendicato dei settori da regolamentare nei confronti dello Stato, tra cui non si può dimenticare la materia matrimoniale. L’introduzione del divorzio rappresenterebbe la sottrazione dell’istituto matrimoniale alla giurisdizione ecclesiastica e la sua completa laicizzazione, con la conseguente rottura tra queste due istituzioni. Dopo la breve parentesi di vigenza del Codice Napoleone, il divorzio non sarà più presente in Italia. Infatti, il Codice Pisanelli introduce il matrimonio civile e accetta il principio separatista, ma non il divorzio che reputa contrario ai valori morali della maggioranza della popolazione e destabilizzante per una società come quella italiana già scossa dalla introduzione del matrimonio civile. Il contrasto tra Stato e Chiesa non è presente invece in altri paesi a maggioranza cattolica dove la presenza della Chiesa è comunque meno forte e, quindi, si è riusciti a mantenere distinto l’ambito religioso da quello civile.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lucia Ricci Contatta »

Composta da 268 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4706 click dal 27/05/2005.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.