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Le nuove forme di devianza nella società del benessere: il fenomeno dell'hacking

Lo straordinario progresso economico raggiunto per mezzo dello sviluppo industriale e del sistema produttivo che su di esso si innesta, se ha portato, in alcuni Paesi, alla nascita della società del benessere ha, tuttavia, fatto insorgere nuovi ed altrettanto gravi problemi. Nella galassia di internet considerata una sorta di arena assolutamente libera, uno spazio senza confini che esalta la manifestazione di ogni pensiero ed opinione, esistono gruppi di individui che sfruttano le loro raffinate cognizioni e competenze in campo informatico per penetrare o assalire i sistemi telematici portando a compimento veri e propri crimini informatici. Tali individui sono gli hackers. Il primo rilevante aspetto che emerge dallo studio del fenomeno hacking è che in origine l’accezione del termine hacker era diverso da quello che oggi i mass media utilizzano per indicare criminali o pirati informatici. Ma un interrogativo è d’obbligo: si può, però, ritenere cha al pari di tali fenomeni devianti anche il problema dell’hacking è oggetto della giusta attenzione da parte delle istituzioni e del servizio sociale?

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Chi sono gli hacker 2.1 Definizioni Il termine hacker pone diverse questioni in relazione alla disinformazione e ai diversi ambiti di applicazione, risultando troppo spesso legato alla figura del tipico criminale dell’information society 1 dedito ad attività illecite. Questa convinzione è stata diffusa (volutamente o meno) dai mass media che propongono connotazioni negative confondendo un movimento che affonda le sue radici negli anni ’60 con le azioni criminali di individui che con gli hacker hanno in comune solo la consapevolezza delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Tale disinformazione rappresenta dunque una grave forma di diffamazione che distorce il significato originale di hacker. Secondo la “teoria del discorso” di Foucault 2 questo sarebbe un tipico caso in cui discorsi dei media hanno contribuito a costruire la realtà di un fenomeno, producendo, nel caso dell’hacking, le definizioni più diffuse del tecnocriminale. 1 Trad. it. Società dell’informazione. Espressione utilizzata per indicare una società in cui l’informazione e la conoscenza diventano strategiche. In A. Fici, “Mondo hacker e logica dell’azione collettiva”, Ed. Franco Angeli, Milano, 2004. 2 M. Foucault, “L’ordre du discourse”. Paris: Gallimard, 1970; trad. It. L’ordine del discorso. I meccanismi sociali di controllo e di escluzione della parola, Torino, Einaudi, 1972.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Anna Capici Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5770 click dal 03/06/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.