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La novela picaresca spagnola e la narrativa ispanoamericana

Ampio studio sul concetto di narrativa picaresca, il lavoro è diviso in due parti. Ponendosi innanzitutto il problema del genere, nella prima viene ripercorsa la serie picaresca spagnola ricercando nei testi elettronici delle opere che ne costituiscono il corpus le ricorrenze della parola 'pícaro' e derivati. Ridotto, dopo questa operazione, il corpus oggetto di studio a 24 testi, si studiano comparativamente le caratteristiche dei protagonisti e quelle delle narrazioni, discutendo in sintesi i rapporti di questo genere narrativo con categorie quali il romanzo di iniziazione, e l’esportabilità del modello al di fuori dei confini del genere. La seconda parte del lavoro tratta la narrativa di ambito ispanoamericano considerata in qualche misura picaresca, notando l’impossibilità di trasportare la coscienza di genere della picaresca spagnola al di fuori dell’ambito spaziale e temporale originario, non essendo esistita una picaresca ispanoamericana con caratteristiche di movimento letterario. Si esaminano in dettaglio opere di Sigüenza y Góngora, Lizardi, Carpentier e Rojas, sia come opere picaresche che come romanzi di iniziazione.

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4 INTRODUZIONE Una problematica continentale Questo lavoro ha la sua origine remota nella riflessione su un momento fondamentale della letteratura ispanoamericana contemporanea, quello dell’elaborazione del concetto di real maravilloso da parte di Alejo Carpentier 1 e della precisazione, nei suoi saggi teorici, dei mezzi che il narratore può utilizzare per rendere evidente la realtà americana. Carpentier, in «Problemática de la actual novela latinoamericana» (1964), aveva indicato come possibile modello di scrittura la picaresca spagnola, la quale cumplía con la función cabal de la novelística, que consiste en violar constantemente el principio ingenuo de ser relato destinado a causar 'placer estético a los lectores', para hacerse un instrumento de indagación, un modo de conocimiento de hombres y épocas. 2 Il racconto in cui Carpentier dà prova di come ciò sia realizzabile è «El camino de Santiago», facente parte della raccolta Guerra del tiempo; un testo straordinario, ambientato nel XVI secolo, nel quale il richiamo ai modi della narrazione picaresca è evidente. Nonostante sia possibile, più che assegnarlo a una categoria narrativa o all’altra, analizzarlo mettendolo in relazione con la tradizione picaresca, oppure con le forme musicali che motivano la struttura dell’intera raccolta, o col concetto carpentieriano della storia, o ancora evidenziandone gli elementi che lo inscrivono nell’ambito del racconto fantastico, appare innegabile che, come fa notare Correa, El relato de Carpentier muestra, además, a través de su héroe, un aspecto del apicaramiento que presidió el proceso de la colonización del nuevo mundo americano 3 . In esso dunque Carpentier dimostra, ancora una volta, come i modi della scrittura barocca possano essere utilizzati nella creazione di una identità letteraria ispanoamericana 4 . Eppure, altri testi in Ispanoamerica si sono rifatti alla picaresca, nella struttura o riprendendone alcuni elementi. Il ricorso ad essa, in particolare, segna un momento fondamentale all’inizio del romanzo ispanoamericano, con l’uso da parte di Fernández de Lizardi dello schema del romanzo picaresco per veicolare l’impegno sociale e le teorie educative già presenti in tutta la sua produzione giornalistica. 1 La teoria del real maravilloso è stata formulata per la prima volta nel saggi «Lo real maravilloso de América», El Nacional, Caracas, 8 aprile 1948, che ha costituito anche il prologo alla prima edizione del romanzo El reino de este mundo, Città del Messico, 1948. 2 A. Carpentier, Tientos y diferencias, Universidad Nacional Autónoma de México, 1964, p. 8. 3 Correa, Gustavo, «El héroe de la picaresca y su influencia en la novela española e hispanoamericana», in Thesaurus, vol. XXXII, Bogotá, Instituto Caro y Cuervo, 1977, pp. 1-20. 4 Ciò nonostante, neanche i critici che hanno parlato, per questo racconto, di influsso della picaresca hanno etichettato El camino de Santiago come una novela picaresca in senso stretto, sia per la mancanza di alcuni elementi reputati fondamentali, sia perché la struttura di El camino è condizionata a priori dal rapporto con gli altri testi della raccolta in cui è inserito e dai generi musicali che ricalcano. Inoltre, l’esistenza di elementi fantastici, o che possono essere considerati tali nel racconto, mal si concilia con la vocazione essenzialmente realista del genere picaresco.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: studi romanzi

Autore: Barbara Fiorellino Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4448 click dal 31/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.