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La Strategia di Sicurezza Nazionale di George Walker Bush

Ogni quaranta-cinquant’anni negli Stati Uniti si assiste ad una nuova elaborazione di strategie tese ad organizzare il potere americano e a designarne il ruolo nel mondo. Così avvenne dopo la prima guerra mondiale e dopo la seconda, mentre ora stiamo assistendo al delinearsi di una nuova strategia, nata dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La sicurezza internazionale e in particolare degli Stati Uniti, prima della caduta dell’Unione Sovietica, era garantita dalla presenza delle armi nucleari e dal duplice principio della deterrenza e del contenimento. Nel complesso, il principio che assicurava un equilibrio ed aveva evitato una guerra devastante per entrambi gli schieramenti era chiamato MAD (Mutual Assured Destruction). Si trattava della consapevolezza che un attacco nei confronti del nemico avrebbe scatenato la sua rappresaglia che sarebbe stata letale poiché molto probabilmente di natura nucleare. Con la caduta dell’impero sovietico molti analisti pensarono che ormai il mondo si avviava verso una pace duratura, verso una pax americana, dominata dai suoi principi morali. La fine della guerra fredda, per molti, aveva sancito la fine di tutte le guerre, ma così non è stato. In effetti si è assistito ad un moltiplicarsi delle guerre locali, sino ad arrivare all’11 settembre 2001, data che ha fatto capire agli Stati Uniti che i sogni di pace sono ancora lontani. Il decennio che ha preceduto questa data è stato caratterizzato da una mancanza di strategie. In sostanza si è continuato a far riferimento a trattati e principi nati per far fronte alle minacce della guerra fredda e perciò adatti a quell’epoca. In effetti tutti i conflitti locali che si sono verificati sono stati affrontati senza avere una direzione unica, senza una precisa strategia. C’è voluto più di un decennio per capire che il sistema internazionale era inadeguato a rispondere alle nuove sfide. Così si è giunti al giorno degli attentati terroristici negli Stati Uniti. È possibile affermare che l’11 settembre 2001 ha contribuito a far riaprire gli occhi sulla realtà dello scenario internazionale. Tutto il mondo, ma in particolare gli Stati Uniti, si sono accorti di essere per la prima volta veramente vulnerabili. La lotta al terrorismo internazionale trova concordi la maggior parte dei paesi appartenenti alla comunità internazionale. Ognuno di essi tuttavia reagisce in maniera diversa e così gli Stati Uniti. La risposta che il paese americano da a questo episodio e, di conseguenza, la risposta che intende dare al terrorismo, nuova priorità assoluta, è l’argomento centrale della tesi.

Gli obiettivi di questo studio sono in primo luogo l’analisi della strategia di sicurezza nazionale americana in tutti i suoi elementi. Obiettivo altrettanto fondamentale è l’analisi dei casi di applicazione della stessa soprattutto in riferimento alle crisi con l’Iraq e con la Corea del Nord. Gli obiettivi secondari sono disegnare una linea generale della politica estera e di sicurezza durante quasi tutto il mandato dell’amministrazione Bush e allo stesso tempo fornire al lettore gli strumenti necessari per il formarsi una sua valutazione autonoma.

Tutto il materiale è stato organizzato in quattro capitoli, che si susseguono in ordine cronologico. Il primo capitolo comprende tutta la campagna elettorale e il periodo delle elezioni. Il secondo il periodo che va dal gennaio 2001 sino alla pubblicazione dei principali documenti strategici nel settembre 2002. L’ordine cronologico viene ripreso nel quarto capitolo con la descrizione delle crisi in Iraq e nella Corea del Nord. In questo capitolo sono presenti anche argomenti non compresi nel tema centrale ma utili a dare una immagine completa della strategia stessa. Nel terzo capitolo ho abbandonato l’analisi semicronologica per concentrarmi esclusivamente sui documenti strategici. La struttura del capitolo riprende in gran parte quella dei documenti in questione per ottenere il massimo dell’obiettività.

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5 INTRODUZIONE Ogni quaranta-cinquant’anni negli Stati Uniti si assiste ad una nuova elaborazione di strategie tese ad organizzare il potere americano e a designarne il ruolo nel mondo. Così avvenne dopo la prima guerra mondiale e dopo la seconda, mentre ora stiamo assistendo al delinearsi di una nuova strategia, nata dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La sicurezza internazionale e in particolare degli Stati Uniti, prima della caduta dell’Unione Sovietica, era garantita dalla presenza delle armi nucleari e dal duplice principio della deterrenza e del contenimento. Nel complesso, il principio che assicurava un equilibrio ed aveva evitato una guerra devastante per entrambi gli schieramenti era chiamato MAD (Mutual Assured Destruction). Si trattava della consapevolezza che un attacco nei confronti del nemico avrebbe scatenato la sua rappresaglia che sarebbe stata letale poiché molto probabilmente di natura nucleare. Con la caduta dell’impero sovietico molti analisti pensarono che ormai il mondo si avviava verso una pace duratura, verso una pax americana, dominata dai suoi principi morali. La fine della guerra fredda, per molti, aveva sancito la fine di tutte le guerre, ma così non è stato. In effetti si è assistito ad un moltiplicarsi delle guerre locali, sino ad arrivare all’11 settembre 2001, data che ha fatto capire agli Stati Uniti che i sogni di pace sono ancora lontani. Il decennio che ha preceduto questa data è stato caratterizzato da una mancanza di strategie. In sostanza si è continuato a far riferimento a trattati e principi nati per far fronte alle minacce della guerra fredda e perciò adatti a quell’epoca. In effetti tutti i conflitti locali che si sono verificati sono stati affrontati senza avere una direzione unica, senza una precisa strategia. C’è voluto più di un decennio per capire che il sistema internazionale era inadeguato a rispondere alle nuove sfide. Così si è giunti al giorno degli attentati terroristici negli Stati Uniti. È possibile affermare che l’11 settembre 2001 ha contribuito a far riaprire gli occhi sulla realtà dello scenario internazionale. Tutto il mondo, ma in particolare gli Stati Uniti, si sono accorti di essere per la prima volta veramente vulnerabili. La lotta al terrorismo internazionale trova concordi la maggior parte dei paesi appartenenti alla comunità internazionale. Ognuno di essi tuttavia reagisce in maniera diversa e così gli Stati Uniti. La risposta che il paese americano da a questo episodio e, di conseguenza, la risposta che intende dare al terrorismo, nuova priorità assoluta, è l’argomento centrale della tesi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessio Atzori Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2917 click dal 06/06/2005.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.