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Le categorie di affidamento dei figli nella legislazione vigente e negli attuali progetti di riforma. Il diritto del minore alla bigenitorialità

Informazioni tesi

  Autore: Lucia Ricci
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master universitario di secondo livello in diritto di famiglia e minorile
Anno: 2003
Docente/Relatore: Anna Sansotta
Istituito da: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

Secondo l'indagine annuale 2002 dell'Istat, in Italia sono in aumento separazioni e divorzi. Il 69,4% delle separazioni e il 60.1% dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l'unione. Continua ad essere predominante l'affidamento dei figli minori alla madre anche se in leggero calo. Ciò determina la recisione del legame paterno e uno "squilibrio di genitorialità" che, come numerosi studi hanno dimostrato, determina una estremizzazione del conflitto e l'insorgere nel bambino di una serie di psicopatologie. E' di tutta evidenza, pertanto, la necessità di porre a disposizione dei coniugi una serie di strumenti, normativi e non (come la mediazione familiare), per agevolarli nel superamento del conflitto e nella riorganizzazione della relazione tra loro e con i figli.
Uno degli aspetti sui quali è maggiormente sentita l'esigenza di una riforma normativa è proprio quello dell'affidamento dei figli. Una tale riforma dovrebbe affermare una nuova cultura della condivisione della responsabilità genitoriale e il diritto alla bigenitorialità come un vero e proprio diritto della personalità del minore, soggetto di diritto e persona la cui opinione deve essere tenuta in debita considerazione quando si decide del suo affidamento, cioè della sua vita futura.

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III INTRODUZIONE Secondo l’indagine annuale 2002 dell’ISTAT, in Italia sono in aumento separazioni e divorzi. La ricerca, che interessa 165 Tribunali civili, ha evidenziato che nel 2002 le separazioni sono state 79.642 e i divorzi 41.835, con un aumento rispettivamente del 4,9% e del 4,5% rispetto all’anno precedente. La propensione a ricorrere alla separazione e al divorzio non è uniforme sul territorio nazionale: al nord si rilevano 6,3 separazioni e 3,7 divorzi ogni mille coppie, contro 3,7 separazioni e 1,6 divorzi nel Mezzogiorno. La tipologia di procedimento più usata è quella “consensuale”: nel 2002 si chiudevano consensualmente l’87% delle separazioni e il 78% dei divorzi. E’, però, necessario precisare che il ricorso a questo tipo di procedimento è fortemente condizionato dai costi e dalla durata della causa (130 giorni a fronte dei 998 per la separazione giudiziale e 660 per il divorzio con il rito contenzioso) e, pertanto, spesso si chiude con un conflitto più o meno latente tale da determinare effetti negativi soprattutto sui minori. Le persone che affrontano separazione e divorzio hanno livelli di istruzione e occupazione maggiori rispetto a quelli della popolazione coniugata, l’età media dei separati è di 42 anni per gli uomini e 39 per le donne, quella dei divorziati rispettivamente di 45 e 42 anni. Nel 2002, il 69,4% delle separazioni e il 60,1% dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l’unione: in particolare, 41.176 (51,7%) separazioni e 15.288 (36,5%) divorzi hanno coinvolto almeno un minore di diciotto anni. I figli coinvolti nella separazione dei genitori sono stati 93.269, di cui 59.480 minori; quelli che hanno vissuto l’esperienza del divorzio 39.156, di cui 19.356 minori. Continua ad essere predominante l’affidamento dei figli minori alla madre, anche se in leggero calo. Nel 2002 l’affidamento esclusivo alla madre ha riguardato l’84,9% dei minori nella separazione e l’84% nel divorzio, mentre nel 1999 in entrambi i casi si

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Parole chiave

affidamento
affidamento congiunto
divorzio
legislazione attuale
mediazione familiare
progetti di riforma
separazione

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