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Attualità del giudizio di conto

L'idea di partenza era scrivere sulla Corte dei conti, ma non pensavo al giudizio di conto.
A causa del fatto che é un'attività poco conosciuta, "estranea", talvolta, persino a chi con la magistratura contabile vive a stretto contatto quotidiano, non era entrata nella rosa dei possibili argomenti su cui svolgere la mia tesi di laurea. Per lo stesso motivo, invece, ho deciso di concentrare la mia attenzione sul giudizio di conto. Ad un certo punto mi sono detta che se questo giudizio era così poco conosciuto, forse, scrivendo di esso, qualcuno avrebbe avuto l'opportunità di approfondirne la conoscenza. Io, per prima, a mano a mano che procedevo nella stesura della tesi, mi rendevo conto dell'importanza che un tempo rivestiva questa attività della magistratura contabile e, entusiasmandomi, ho deciso di non limitarmi a descrivere il giudizio di conto, ma di sviscerare, altresì, le motivazione per le quali era stato trascurato nel tempo, non revisionato nella procedura, addirittura, in certi periodi spazio-temporali, non svolto concretamente, ma lasciato ad invecchiare come un oggetto che non serve più a nessuno.
Mi sono domandata anche se ci fossero, oggi, motivi validi per la sopravvivenza del giudizio di conto e quali "aggiustamenti" andassero messi in atto per far sì che tale attività potesse non solo essere svolta concretamente, ma diventare, altresì, efficace.
Alla fine, ho concluso che il giudizio di conto ha più di un motivo per sopravvivere, che è possibile revisionarlo in modo da renderlo attuale ed efficace e che non é noioso come mi sarei aspettata.

Il mio lavoro consiste nell'introduzione ed in sei capitoli.
- Nell'introduzione ho spiegato, brevemente, l'origine e lo sviluppo del giudizio di conto, partendo dallo Stato Sardo Piemontese preunitario per arrivare alla riforma del 1994: un excursus storico-legislativo.
- Nel primo capitolo mi sono, invece, preoccupata di capire che cos'é un conto giudiziale e chi sono gli agenti contabili tenuti alla presentazione dei conti giudiziali alla Corte dei conti.
- Nel secondo capitolo ho affrontato la parte più complessa del lavoro, vale a dire ho approfondito la valenza della responsabilità contabile sotto il profilo legislativo, giurisprudenziale e dottrinale, nel corso dei secoli XIX e XX. E' stato un lavoro duro, ma interessante, poiché mi ha consentito di capire bene come le leggi ed i pensieri dei giuristi siano influenzati dalle politiche di governo di un Paese.
- Nel terzo capitolo ho preso in considerazione gli aspetti processuali del giudizio di conto, compresi i mezzi di impugnazione delle sentenze di primo grado, nonché la prescrizione e l'estinzione.
- Nel quarto capitolo mi sono occupata specificatamente degli enti locali, ricostruendo il lavoro svolto in generale nei capitoli precedenti, ma riferendolo agli enti locali poiché essi presentano peculiarità tali da dover essere trattati separatamente ed in dettaglio.
- Nel quinto capitolo ho provato a fare dei cenni comparativi tra il giudizio di conto in sede contabile ed il giudizio di conto in sede civile; inoltre, ho raffrontato il giudizio di conto con il giudizio di responsabilità (che sono le precipue attività della magistratura contabile).
- Infine, nell'ultimo capitolo, ho valutato i motivi per i quali il giudizio di conto dovrebbe sopravvivere e quanto, invece, di tale giudizio andrebbe rivisto e modificato, per giungere alle conclusioni che ho accennato più sopra. Al termine, ho fornito dati numerici e tabelle sui giudizi di conto, relativamente al caso del Piemonte.

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INTRODUZIONE PROFILI STORICI 2. Il giudizio di conto: origine e sviluppo. § 2.1. L’esame dei conti erariali nello Stato Sardo-Piemontese. L’origine storica del processo contabile è connessa alla necessità di far esaminare la contabilità dei tesorieri, degli esattori di imposte e, comunque, dei responsabili dei beni della corona, da parte di magistrati. Nel regno di Sardegna l’ordinamento, nella prima metà dell’800, prevedeva che la Camera dei conti provvedesse all’esame dei conti di tutti i tesorieri, ricevitori ed altri amministratori o contabili di danaro regio o di altre cose appartenenti al regio demanio o patrimonio. Il controllo dei conti era effettuato da un maestro uditore il quale verificava che i contabili avessero esattamente osservato le leggi finanziarie e concludeva con una relazione al magistrato contenente un progetto di declaratoria per approvare il conto oppure per la sospensione dell’approvazione o per prendere altre misure sulle quali era chiamato a deliberare il collegio. Il provvedimento camerale di sospensione dell’approvazione del conto veniva trasmesso in copia autentica all’ufficio del procuratore generale. Il procedimento è conforme a quello che è stato poi previsto dalla legge n. 800 del 1862 e che si è perpetuato fino ad oggi. Le disposizioni contenute nelle regie costituzioni piemontesi del 1770 e nel regolamento camerale del 7 dicembre 1842 erano particolarmente minuziose; esse prescrivevano, ad esempio, che il tesoriere generale, i tesorieri di aziende e quelli provinciali prestassero giuramento di persona al

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandra Squartini Contatta »

Composta da 330 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.