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Il problema del consenso nella procreazione artificiale eterologa

La tesi indaga le problematiche giuridiche sollevate dalle nuove tecniche di procreazione medicalmente assistita. Settore privilegiato della ricerca, la fecondazione artificiale eterologa; attraverso una rassegna della giurisprudenza italiana in tema di disconoscimento della paternità del bambino nato in seguito ad inseminazione eterologa, viene mostrata la necessità - di fronte ad un'applicazione meccanica degli articoli del codice civile in tema di filiazione naturale alle forme di procreazione artificiale - di una legge specifica in materia in grado di tenere in considerazione i cambiamenti che sono intervenuti nel modo di concepire e di procreare. In particolare si indaga il valore del consenso quale atto causativo della nascita e delle conseguenze ad esso legate in termini di responsabilità.

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4 ABSTRACT L’evoluzione della scienza degli ultimi decenni ha portato alla rottura dell’endiadi concepimento- procreazione rendendo possibile arrivare alla generazione in modo artificiale. Tra le diverse tecniche di riproduzione medicalmente assistita, abbiamo incentrato la nostra attenzione su una di esse, la procreazione artificiale eterologa, consistente nella fecondazione della donna - da parte di un operatore sanitario – con il contributo genetico di un terzo donatore esterno alla coppia. La nostra analisi ha preso le mosse dall’individuazione del territorio di indagine andandosi poi a circoscrivere sempre di più sul tema del consenso all’interno del processo riproduttivo qui preso in considerazione. Partendo dalla rilevanza della riproduzione quale diritto costituzionalmente garantito – ex art. 2 - ci siamo fatti sostenitori dell’inseminazione artificiale eterologa quale strumento per il pieno sviluppo della persona, in presenza di una sterilità incurabile o di rischio di trasmissione di gravi malattie ereditarie, prendendo le distanze da quella dottrina che la libertà di procreare artificialmente come un’estensione delle capacità procreative naturali, al di fuori di qualsiasi finalità terapeutica. Siamo passati poi ad analizzare i principi che dominano la disciplina della filiazione, ed abbiamo messo in luce i limiti che il principio di verità, il c.d. favor veritatis in base al quale solo al diretta derivazione genetica è idonea a costituire un vero rapporto giuridico di filiazione , incontra nella sua trasposizione alla procreazione artificiale. Da tale inadeguatezza e dalla necessità di porre in evidenza le conseguenze derivanti dall’evoluzione della scienza biomedica, siamo passati a sottolineare l’importanza del principio della responsabilità per la procreazione, sicuramente li strumento più idoneo per risolvere i problemi derivanti da una procreazione scissa dalla sessualità. Una volta inquadrato il problema, ci siamo dedicati ad analizzare la giurisprudenza e la dottrina esistente in materia di procreazione artificiale eterologa, evidenziando da subito il desolante vuoto legislativo che caratterizza il nostro Paese. Nel passare in rassegna le sentenze rese dai tribunali di diverso grado a proposito della possibilità di disconoscere il figlio nato in seguito all’inseminazione eterologa della donna col consenso del marito, abbiamo sottolineato come la rigida applicazione delle norme del codice civile – con particolare riferimento all’art. 235 – alle nuove fattispecie, abbia portato alla lesione di quei valori che si volevano tutelare. Tali sentenze hanno a nostro avviso completamente stravolto lo scopo

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Simona Chiessi Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.