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Concorsi Interni e lavoro pubblico privatizzato

Il rapporto di pubblico impiego può essere oggi definito come "il rapporto giuridico in forza del quale un soggetto pone volontariamente la propria prestazione lavorativa in modo continuativo ed esclusivo al servizio di un pubblico per il conseguimento dei fini istituzionali di quest'ultimo, ricevendo come corrispettivo una retribuzione predeterminata"...omissis.....
Il modello a cui si ispirava la legislazione in materia di pubblico impiego, quale risultava principalmente dallo statuto sugli impiegati civili dello Stato (t.u. 10 gennaio 1957 n. 3), si fondava su una disciplina nettamente differenziata rispetto a quella utilizzata per l’impiego privato e assegnava costante prevalenza all’interesse pubblico, anche se comunque prevedeva una tutela a volte più intensa di quella prevista per i dipendenti di datori privati.
Questo modello, in forza di una notevole evoluzione legislativa, è stato oggi abbandonato. Ciò essenzialmente è dovuto sia all’introduzione della contrattualizzazione nel pubblico impiego, sia alla crescente esigenza di applicare anche al rapporto di pubblico impiego i principi propri del diritto del lavoro.
La così detta privatizzazione del pubblico impiego è stata introdotta dal d.lgs 3 febbraio 1993 n. 29, emanato in attuazione della delega conferita al governo dall’art. 2 della l. 23 ottobre 1992 n. 421. Tale decreto è stato però più volte modificato, ma essendo poi scaduta la delega, con la l. 15 marzo 1997 n. 59 è stata conferita una nuova delega, in base alla quale è stato poi emanato il d.lgs 31 marzo 1998 n.80, con il quale sono state apportate nuove e significative modifiche.
Sempre sulla base della delega del 1997, sono state poi raccolte e coordinate tutte le disposizioni vigenti in materia di pubblico impiego nel d.lgs 30 marzo 2001 n. 165, con il titolo di “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni” (t.u. pubblico impiego).
Come ha evidenziato un autorevolissima dottrina, trattando delle conseguenze della privatizzazione, la sostituzione della disciplina legislativa con quella di natura contrattuale ha comportato molti cambiamenti, primo fra tutti proprio il superamento della distinzione tra diritti soggettivi e interessi legittimi e tra atti autoritativi e atti paritetici, essendo stata tutta la materia del lavoro pubblico, tranne poche eccezioni, assoggettata interamente alla contrattazione collettiva . Infatti oggi, “anche quando la pubblica amministrazione utilizza i propri poteri discrezionali nei confronti di un pubblico dipendente (ad es. un trasferimento di ufficio o una sanzione disciplinare), essa non pone in essere dei veri provvedimenti amministrativi” ....omissis....
La trasposizione di tutta la materia del pubblico impiego dal campo del diritto pubblico a quello del diritto privato, è apparsa rivestire, inizialmente, un rilievo più ideale che concreto; infatti il maggior impatto pratico per gli operatori è stato dato, almeno nei primi momenti, dallo spostamento della giurisdizione dal giudice amministrativo a quello ordinario. Tale spostamento è contenuto nell’art. 63 del più volte citato D.lgs 30 marzo 2001, n.165. La norma, che non ha alcun contenuto novativo o chiarificatorio rispetto all’art. 68 del D.lgs. n.29 come successivamente sostituito e modificato, è la disposizione sulla quale si fonda la giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro su quello che un tempo si chiamava contenzioso del pubblico impiego.......omissis.......

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3 CAP. 1 - LA RIFORMA DEL RAPPORTO DI LAVORO PRESSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 1.1 IL PUBBLICO IMPIEGO: INDICI RIVELATORI Il rapporto di pubblico impiego può essere oggi definito come “il rapporto giuridico in forza del quale un soggetto pone volontariamente la propria prestazione lavorativa in modo continuativo ed esclusivo al servizio di un ente pubblico per il conseguimento dei fini istituzionali di quest’ultimo, ricevendo come corrispettivo un retribuzione predeterminata”. Partendo da questa definizione è possibile ricavare quelli che possono essere considerati indici rivelatori 1 che caratterizzano il profilo del pubblico impiego. Per primo deve essere presa in considerazione la necessaria natura pubblica dell’ente datore di lavoro. 1 Sui caratteri rivelatori del rapporto di pubblico impiego, LOCATI, Elementi costitutivi del rapporto di pubblico impiego, in Foro amm.., 1996, 2308, e, in giurisprudenza, da uil. V 21 maggio 1999 n. 591, in C.S., 1999, 1, 587; V 25 novembre 1999 n.1970, ivi, 1999, I, 1869.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lorenzo Aureli Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.