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Antigone, María Zambrano, Mathilde Monnier: un unico mito, tre donne a confronto.

Quando ho deciso di partire per questo viaggio attraverso il mito di Antigone ancora non sapevo di preciso dove il mio percorso mi avrebbe portata. È stata una scelta istintiva, immediata, quasi incosciente, come se sentissi una particolare attrazione per una storia millenaria eppure ancora qui, tra noi. Una storia di cui, all’epoca, non avevo che pallide reminiscenze liceali, ma che avevo tanta voglia di scoprire, di sapere. Di Antigone mi attiravano la sua ribellione, il suo coraggio e i suoi fermi ideali, il suo non fermarsi di fronte a chi ha il potere. Il resto era tutto da scoprire. E così sono partita per questo viaggio; Antigone stessa, più attuale che mai, mi ha preso per mano e mi ha portata con sé, accompagnandomi in fondo al «grand trou» baudelairiano «menant on ne sait où» (Steiner, 1990: 312), per scoprire i suoi segreti, i miei segreti, i segreti di tutti noi.
E mentre le prime letture mi aprivano l’infinito mondo delle esegesi del mito, sono state due attualizzazioni contemporanee della storia immortale ad attirare maggiormente la mia attenzione: La tumba de Antígona di María Zambrano e Pour Antigone di Mathilde Monnier. Così è nato questo lavoro di ricerca e di analisi, così come lo trovate scritto. La sua ambizione è quella di farvi rivivere il mio percorso, di prendervi per mano come Antigone stessa ha fatto con me, e di farvi scoprire nuovi mondi. Il primo capitolo ha quindi il compito di introdurre il tema, di stabilire il primo approccio con Antigone facendo capire perché, perché Antigone oggi, dopo venticinque secoli, ancora non è invecchiata. Perché parliamo ancora di Antigone, ma soprattutto, chi è Antigone?
Una volta affascinati da questo personaggio mitico sempre attuale, ci addentriamo insieme nel secondo capitolo per saltare direttamente all’età moderna. Qualche decennio fa, nel 1976, María Zambrano, filosofa di Malaga, componeva La tumba de Antígona, un’opera che va al di là della tragedia greca nella versione a noi più nota, per farci scendere sino in fondo alla tomba di Antigone e farci dialogare con lei. Seguiamo quindi la pensatrice spagnola in questa discesa per scoprire un’Antigone nuova e arricchirci di quest’esperienza mistico-filosofica.
Con un altro salto temporale ci avviciniamo ai tempi nostri. Siamo nel 1993, appena dodici anni fa, in Francia: qui Mathilde Monnier, rinomata coreografa di danza contemporanea, creava la “sua” Antigone. “Sua” perché Antigone non è mai la stessa, ognuno di noi la vive, la legge, la interpreta in modo diverso, con i propri pesi e le proprie misure. Mathilde Monnier sceglie la disciplina su cui lavora da una vita, la danza contemporanea appunto, e ci sconvolge con il suo Pour Antigone. Con il suo aiuto (vedi intervista in Appendice) e con un’attenta analisi, nel terzo capitolo cercheremo di cogliere il messaggio subliminale della sua lettura per farla nostra, anche se sicuramente diversa.
Risaliamo in superficie con un bagaglio nuovo e nel quarto capitolo mettiamo a confronto le due Antigoni che abbiamo incontrato e conosciuto meglio. L’analisi comparata che ne emerge non nasce soltanto per scoprire similitudini, differenze e contraddizioni, quanto piuttosto per vedere come due donne diverse, in periodi storici e paesi diversi, attraverso discipline diverse, abbiano vissuto il rapporto intimo con l’affascinante personaggio di Antigone. I risultati, è evidente, non possono che essere diversi tra loro, nonché ben lontani dall’antica versione greca. Il movente, tuttavia, è lo stesso.
Quest’analisi, questo viaggio attraverso Antigone, è del tutto personale, senza pretese di esaustività né di univocità. Qualcuno rimarrà indifferente, qualcun altro, forse, ne uscirà cambiato. Non ci resta che iniziare. Allacciate le cinture, via, si parte.

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Introduzione ____________________________________________________________________________ 6 INTRODUZIONE Quando ho deciso di partire per questo viaggio attraverso il mito di Antigone ancora non sapevo di preciso dove il mio percorso mi avrebbe portata. È stata una scelta istintiva, immediata, quasi incosciente, come se sentissi una particolare attrazione per una storia millenaria eppure ancora qui, tra noi. Una storia di cui, all’epoca, non avevo che pallide reminiscenze liceali, ma che avevo tanta voglia di scoprire, di sapere. Di Antigone mi attiravano la sua ribellione, il suo coraggio e i suoi fermi ideali, il suo non fermarsi di fronte a chi ha il potere. Il resto era tutto da scoprire. E così sono partita per questo viaggio; Antigone stessa, più attuale che mai, mi ha preso per mano e mi ha portata con sé, accompagnandomi in fondo al «grand trou» baudelairiano «menant on ne sait où» (Steiner, 1990: 312), per scoprire i suoi segreti, i miei segreti, i segreti di tutti noi. E mentre le prime letture mi aprivano l’infinito mondo delle esegesi del mito, sono state due attualizzazioni contemporanee della storia immortale ad attirare maggiormente la mia attenzione: La tumba de Antígona di María Zambrano e Pour Antigone di Mathilde Monnier. Così è nato questo lavoro di ricerca e di analisi, così come lo trovate scritto. La sua ambizione è quella di farvi rivivere il mio percorso, di prendervi per mano come Antigone stessa ha fatto con me, e di farvi scoprire nuovi mondi. Il primo capitolo ha quindi il compito di introdurre il tema, di stabilire il primo approccio con Antigone facendo capire perché, perché Antigone oggi, dopo venticinque secoli, ancora non è invecchiata. Perché parliamo ancora di Antigone, ma soprattutto, chi è Antigone? Una volta affascinati da questo personaggio mitico sempre attuale, ci addentriamo insieme nel secondo capitolo per saltare direttamente all’età moderna. Qualche decennio fa, nel 1976, María Zambrano, filosofa di Malaga, componeva La tumba de Antígona, un’opera che va al di là della tragedia greca nella versione a noi più nota, per farci scendere sino in fondo alla tomba di Antigone e farci dialogare con lei. Seguiamo

Tesi di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Irene Moraglio Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7088 click dal 21/06/2005.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.