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L'individuo e l'esistenza in Max Stirner

E' tutta l'opera filosofica e giornalista di Max Stirner, con una parte sul suo influsso sulla filosofia del novecento, il pensiero esistenziale e i suoi esponenti principali

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2 Marx vide nell’economia politica una delle massime forme attraverso cui l’essere umano si estraniava rispetto a se stesso, decadendo da uomo a bestia. Il regno delle libertà intravisto da Marx coglieva questa esigenza, e l’attività politica e filosofica diventava il motore della prassi rivoluzionaria; di qui, la lotta contro le istituzioni che allora detenevano il potere. Una “soluzione” a tale alienazione venne data, anche se in modo sostanzialmente differente, da Max Stirner. La produzione stirneriana è tutta indirizzata a liberare l’individuo dalla schiavitù in cui è caduto ad opera “dell’idea”. Marx trovò la fonte dell’alienazione nel lavoro e nella proprietà privata; Stirner, dal canto suo, trova nella proprietà individuale, ovvero nell’irripetibilità e nella singolarità individuale, l’unico modo attraverso il quale l’individuo possa riappropriarsi di se stesso, facendo così cessare lo stato di sottomissione in cui era caduto. Per “idea”, non si vuole intendere l’astratto, ma si fa riferimento alla realizzazione dell’ideale che, di contro, si manifesta nelle autorità sia statali che ecclesiastiche. Questo è, a parere di Stirner, il motivo per cui lo stato, come ogni altra istituzione, deve perire. Nella prima parte della sua produzione, che va dal 1841 al 1844, ovvero nelle sei dissertazioni e negli articoli di giornale, si presenta uno Stirner in linea con i “Liberi” di Berlino, che fa dell’ateismo e dell’autonomia individuale i punti nodali della sua critica filosofica, mettendo a fuoco lo sdoppiamento tra essere e dover essere, dal momento che la sua intenzione è quella di porre in luce la libertà individuale nei confronti delle istituzioni e, come è stato già detto, dell’ideale. In maniera ben diversa appare, invece, la produzione successiva, in quanto la sua opera maggiore e le successive risposte ai critici presentano una consapevolezza già acquisita, forte delle esperienze passate. Stirner non era sostenitore della rivoluzione, ma della rivolta individuale, giacché, a differenza di Marx, un ribaltamento della realtà esistente doveva per lui partire dal singolo individuo, in quanto, secondo il suo filosofare, anche l’idea di “classe” viene bandita come “ossessione” 1 . La realtà individuale implica un rapporto con l’altro, unico anch’egli, e di qui la risposta sociale secondo la quale tale rapporto è l’associazione di individui singoli che si uniscono per interessi personali; questi interessi personali, di contro, si presentano come interessi di “Unici” e, quindi, di individui giunti alla consapevolezza che devono liberarsi non solo “del padrone”, inteso come sentimento del divino, ma “di tutti i padroni”, 1 L’ossesso è per Stirner un’idea, un fantasma che ha soggiogato l’uomo. Si veda: M. STIRNER, L’Unico e la sua proprietà, trad. it. di L. Amoroso, con un saggio di R. Calasso, Milano, 1999 p. 43.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Renato D'ambrosio Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2888 click dal 30/06/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.