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Il federalismo fiscale e l'autonomia tributaria degli enti decentrati. Proposte per il finanziamento dei governi sub-nazionali negli stati dell'UE.

Informazioni tesi

  Autore: Elena Tredici
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Alberto Zanardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

QUESTO LAVORO VUOLE, PARTENDO DALLA DEFINIZIONE DI FEDERALISMO FISCALE, INDIVIDUARE LE IMPOSTE CHE MEGLIO REALIZZANO L'AUTONOMIA DEGLI ENTI DECENTRATI. PARTENDO DALL'ESEMPIO CANADESE, CHE SVILUPPA EGREGIAMENTE IL FEDERALISMO FISCALE, SI DISCUTONO ALCUNE PROPOSTE DEGLI ECONOMISTI E LA LORO APPLICAZIONE IN ITALIA E NEGLI STATI DELL'UE PER LA REALIZZAZIONE DELLA PIENA AUTONOMIA FISCALE E TRIBUTARIA DEGLI ENTI LOCALI. IN PARTICOLARE CI SI SOFFERMA SULL'IVA, IMPOSTA CHE, CON OPPORTUNE MODIFICHE, CONCEDE UNA BUONA AUTONOMIA A REGIONI, PROVINCE E COMUNI, CHE POSSONO CONDURRE AUTONOMAMENTE RELAZIONI COMMERCIALI INTERNE ED ESTERNE.

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5 INTRODUZIONE. Questo lavoro analizza in modo approfondito i tributi che garantiscono il finanziamento dei diversi livelli di governo di Stati federali o pre-federali. Il primo capitolo definisce il federalismo fiscale e ne analizza l’assetto di base. L’anima del federalismo è costituita dalla concessione di una ampia autonomia agli enti locali, che oltre ad amministrarsi da sè, possono provvedere da soli al finanziamento della spesa pubblica tramite l’applicazione di tributi propri. Quindi, si passa all’analisi delle più importanti (in termini di gettito) imposte erariali, di alcune accise e di tributi propri per individuare quale, tra queste, è in grado di garantire agli enti locali un gettito tale da potersi finanziare autonomamente senza ricorrere agli aiuti statali. Da questa analisi emergerà che l’imposta sul valore aggiunto è l’unica che risponde, seppur parzialmente, ai requisiti richiesti. Poiché l’IVA attuale non garantisce agli Stati Europei una totale autonomia, nè un gettito tale da consentire agli enti locali di finanziarsi da soli, si propongono delle prospettive di cambiamento. Prima di analizzare le proposte di alcuni economisti, che saranno oggetto del Capitolo 3, ci si sofferma sulla situazione economica del Canada e sulle imposte sui consumi ivi applicate. Il Capitolo 2, infatti, ripercorre la storia economica canadese e le evoluzioni amministrative di questo Stato, che rappresenta l’emblema del federalismo fiscale. L’esperienza canadese mette in luce le debolezze dell’Unione Europea e, al contempo, dimostra come sia possibile la realizzazione dell’autonomia fiscale dei livelli di governo sub-nazionali. Questa si realizza, in particolare, con l’utilizzo di imposte sui consumi armonizzate: la HST e la QST, derivanti, a loro volta, dalla modifica di precedenti imposte sui consumi a livello centrale. Per meglio comprendere il campo di applicazione di tali tributi si utilizzano alcuni esempi pratici. Il terzo capitolo, invece, illustra le proposte degli economisti Keen, Smith e McLure, che con le loro VIVAT, CVAT e Dual VAT tentano di fornire una buona alternativa all’IVA comunitaria vigente.

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Parole chiave

federalismo fiscale
imposte canadesi sulle vendite
iva comunitaria
iva italiana
principio di destinazione
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