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Giorgio Caproni: la Grazia e il nulla

L'opera di Giorgio Caproni è analizzata molto approfonditamente, con una serie di indagini semantiche su alcuni temi e motivi chiave.
La relazione dialettica che il nulla ed il nichilismo intrattengono con la impossibilità di una Grazia divina si rivela continuamente anche grazie all'uso spesso bivalente degli stessi motivi.
Grande attenzione e' stata posta ai rapporti intertestestuali, in particolare con la filosofia di Sant'Agostino e con quella di Giorgio Agamben, con il quale il poeta intrattenne un singolare e strettissimo rapporto intellettuale.
Dalla tesi sono stati ricavati i seguenti articoli:
"Su 'Res amissa', in "Per Giorgio Caproni", a cura di Giorgio Devoto e Stefano Verdino, Genova, San Marco dei Giustiniani, 1997
"Caproni, le bugie, Pascal", in "The Italianist", 18, 1998
"La citazione: estremo atto di sfiducia verso il linguaggio. Caproni legge (è letto da) Agamben", in "COntrocanto. Intertestualità nel sistema delle arti", a cura di Carlo Caruso e Annalisa Cipollone, supplement to "The Italianist", 20, 2000 (in corso di pubblicazione)

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Introduzione La Grazia e il nulla. Cos si legge nel titolo che definisce le pagine di questo studio, ma l ordine dei sostantivi andrebbe invertito poichØ in effetti tratto il nulla prima della Grazia. Concentrando lo sguardo sulle ultime (e maggiori) raccolte di Caproni, cioŁ a partire da Il muro della terra (1975), notiamo l irruzione incontenibile del tema del nulla, dove per nulla intendo in primo luogo la morte. ¨ mia convinzione infatti che nulla sia semplicemente una parola usata come sinonimo di morte: in alcuni casi pu funzionare come sostituto della parola piø tabuizzata nella nostra civilt occidentale; altre volte permette una riflessione piø precisa e circostanziata. Ma sempre il nulla rimane qualcosa che ruota intorno ad un preciso momento che, a seconda della cultura e dell epoca in cui si vive, pu essere la cessazione del respiro, del battito cardiaco, l encefalogramma piatto. La mia indagine sul nulla si articoler in tre momenti principali: il trapasso, la morte di Dio, la morte che non finisce mai. La ricognizione dei motivi vuole essere analitica ed esauriente, ma nella libert da ogni schiavitø metodologica e nella speranza di non tediare nessuno. Naturalmente non mancher una sezione dedicata al rapporto tra il linguaggio e nulla, rapporto che pu anch esso essere formulato come relazione tra il linguaggio e la morte , giusto per citare il titolo di un libro di Giorgio Agamben, il filosofo il cui dialogo con Caproni Ł fondamentale per comprendere piø a fondo la poesia del poeta. La Grazia, invece, Ł, almeno ufficialmente, un tema piø recente nella poesia di Caproni, forse si pu far risalire ad un annotazione su uno dei foglietti del manoscritto della poesia Res amissa : Palazzi Amissibile (dal latino amittere) che si pu perdere: grazia amissibile 1 . La spinta maggiore ad occuparmi di questo tema mi Ł per data da una dichiarazione del poeta rilasciata in un intervista a Domenico Astengo per il Corriere del Ticino , 11 febbraio 1989: riferendosi alla cosa perduta il poeta parla della caccia al Bene perduto. Un Bene del tutto lasciato ad libitum del lettore, magari identificabile, per un credente, con la Grazia, visto che esiste una Grazia amissibile . Con la Grazia o con chiss che altro del genere. (Non Ł comunque, quest ultimo, il caso mio, credo). 2 La riserva avanzata dal poeta Ł prudente, ma ormai il sasso Ł stato lanciato. La libert d interpretazione lasciata al lettore Ł ampia e proprio per questo pericolosa: l augurio che mi rivolgo Ł che la mia lettura, per quanto personale, non divenga quella che in inglese si definisce una mislecture, termine che in italiano potremmo tradurre spesso con letturaccia . ¨ mio intento, infatti, individuare le tracce di questo tema in maniera indissolubile dal tema del nulla, sebbene da un punto di vista metodologico, per quanto possibile, analizzer i due temi consecutivamente e non contemporaneamente. In fondo l idea che guida questo mio lavoro Ł che nella poesia di Caproni si possa spesso scoprire la Grazia come un (im)possibilit che riscatta il nulla. Ad libitum del lettore se eliminare o mantenere le parentesi (ma non ci che esse racchiudono). 1 Cfr. GIORGIO AGAMBEN, Disappropriata maniera, prefazione a GIORGIO CAPRONI, Res amissa, Milano Garzanti, 1991, p.8. 2 cfr. ibid.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Montani Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4865 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.