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Il patteggiamento allargato e la ragionevole durata del processo

CON LA LEGGE 134 DEL 2003 SI E' ATTUATA UNA RIFORMA SOSTANZIALE DELL'ISTITUTO DELL'APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI. NATO CON FINALITA' DEFLATTIVE DEL DIBATTIMENTO, IL NUOVO PATTEGGIAMENTO PONE, SOPRATTUTTO CON LA SUA DISCIPLINA TRANSITORIA, UNA MOLTITUDINE DI PROBLEMI APPLICATIVI E INTERPRETATIVI.

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1 In un suo saggio Jacques Derrida denuncia come aporia della giustizia l’urgenza della decisione, che “barra l’orizzonte del sapere”: la giustizia, chiarisce il celebre filosofo francese, “è ciò che non deve attendere” e, perciò, “non può concedersi l’informazione infinita e il sapere senza limite” che sembra esigere. Il differimento della decisione contraddice la giustizia quanto il rischio della sua superficialità. Un potenziale conflitto di valori che può essere risolto solo in termini di ragionevole contemperamento tra le due opposte e irrinunciabili esigenze. La giustizia si realizza con il massimo di conoscenza nel tempo più breve. Al processo penale del terzo millennio la società chiede una trasformazione strutturale e genetica che tenti di assorbire le istanze normative e culturali di natura efficientistica. Così gli operatori legislativi e amministrativi dovranno tentare di coniugare valori ideali ed esigenze quotidiane, garanzie, spesso formali, e voglia di sicurezza, necessità di una ragionevole durata del percorso giurisdizionale e presenze di norme incompatibili fra loro; problemi questi “che tradiscono tutta l’anomalia di un processo storicamente nato inquisitorio e soggetto ad una mutazione di istituti nell’ottica di una matrice accusatoria che non riesce assolutamente ad emergere e ad imporsi”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonello Vito Daprile Contatta »

Composta da 329 pagine.

 

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Consultata integralmente 26 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.