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I limiti geopolitici dell' Europa nell'era della globalizzazione. Il contributo di Limes al dibattito sull'evoluzione dell' identità internazionale europea dopo il 1989.

L'Europa sta vivendo dalla fine della guerra fredda una fase di profonda incertezza politico-strategica relativamente alle finalità e allo stesso senso del processo di integrazione avviatosi nel 1950. I rapidi quanto sconvolgenti mutamenti economici e sociali introdotti dal processo di globalizzazione minano alle fondamenta la stessa categoria di Stato-nazione, sempre meno in grado di garantire ordine e sicurezza all'interno, efficacia e incisività all'esterno del proprio territorio. Tutti gli Stati europei, a partire da quelli più grandi e influenti, non possono più fare a meno di dare maggiore spazio alla cooperazione internazionale. In un mondo dove l'ipervolontarismo militarista dell' attuale amministrazione repubblicana americana compromette i principi della legalità internazionale, mettendo in discussione gli stessi valori su cui si fonda la civiltà occidentale, si avverte con urgenza sempre maggiore il bisogno di una solida politica estera europea imperniata sul multilateralismo. La tesi è stata selezionata dalla redazione napoletana della "Repubblica" nell' ambito dell' iniziativa Sportello Università. (si veda la sezione Largo agli autori per visionare l'articolo)

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3 Introduzione Prima di essere un complesso sistema istituzionale, un quadro di norme comuni e un’ importante area economica mondiale, l'Europa rappresenta un ideale che nutre le radici stesse della nostra civiltà, quello di libertà. Non si tratta di un sentimento egoistico, ma di un'aspirazione che nasce dalla rivolta e riconosce nel diritto alla diversità il valore sul quale fondare la propria esistenza. Questa concezione della libertà non esclude il conflitto, anzi lo incorpora al suo interno come una delle sue manifestazioni più evidenti. Secondo Roberto Esposito persino il "Male assoluto", identificato nella de- umanizzazione della vita, che priva la morte di qualsiasi significato, si origina dall’ <<odio della libertà contro se stessa>> 1 . D'altra parte il contrasto ha sempre caratterizzato la storia d'Europa, ed ancora oggi continua a costituirne un elemento essenziale, nonostante il ricorso alla guerra armata sia ormai considerata un’eventualità inimmaginabile. Una altisonante retorica europeista tuttavia sembra minimizzare o addirittura negare la persistenza di forti rivalità di potere non solo tra i vari governi nazionali rappresentati nel Consiglio europeo, ma anche tra le diverse istituzioni comunitarie. Si tratta di un atteggiamento controproducente che allontana i cittadini dai problemi dell'Europa "reale", soffocando il dibattito pubblico senza provocare << alcuna controversia chiarificatrice sugli atteggiamenti di fondo, quindi sui veri motivi sottesi alla muta contrapposizione tra il campo degli euro-sostenitori e quello degli euro-scettici>> 2 . In altre parole il conflitto non coinvolge direttamente le opinioni pubbliche attraverso uno 1 Roberto Esposito, Nove pensieri sulla politica, il Mulino, 1993, pag. 183-202 2 Jurgen Habermas, L’occidente diviso, Laterza 2005, pag. 60

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Emanuele Pallotta Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2909 click dal 22/09/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.