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RFID: le applicazioni e l'impatto organizzativo

Le RFId (radio frequency identification), meglio note come Smart-Tag, costituiscono una tecnologia tutta da scoprire dotata di capacità sorprendenti, in quanto promette di snellire, e allo stesso tempo migliorare, alcune degli elementi cruciali nei processi industriali.
Tramite l'impiego delle RFId si possono, ad esempio, ridurre le scorte, realizzare inventari in tempo reale, migliorare la sicurezza dei processi produttivi, ma soprattutto velocizzare i processi informatici, rendendo pressoché istantanee e gratuite le operazioni di acquisizione e lettura di dati lungo i processi.
Questa tesi è nata quindi, per fornire una panoramica tecnica ed economica del fenomeno in espansione della tecnologia RFID.
Nel primo capitolo vengono toccate tutte le tematiche principali relative allo sviluppo della tecnologia: dagli aspetti tecnici di funzionamento, fino agli standard a livello nazionale e internazionale.
Il secondo capitolo riguarda l’applicazione pratica della tecnologia: i settori applicativi, i casi concreti, i progetti pilota, ed il confronto con i Bar Code. Le applicazioni associate all’RFID sono moltissime: dalla tracciabilità dei prodotti alla filiera alimentare, all’etichettatura dei bagagli delle compagnie aeree, allo smistamento della posta, dalla produzione delle automobili e dei capi d’abbigliamento alla gestione dei magazzini; di esse sono state descritte le funzionalità, le potenzialità, operando un confronto tra i diversi casi.
Nel terzo capitolo viene analizzato l’impatto che questa tecnologia può avere all’interno e all’esterno di un’azienda, ossia tutte le valutazioni che ogni società dovrà fare qualora decidesse di implementare l’RFID; si è cercato di esporre anche una valutazione dei costi da sostenere per una reale implementazione e i problemi che ne possono derivare.
Il quarto capitolo tratta del mercato delle RFID, un mercato che appare più potenziale che reale, nonostante gli investimenti di grandi utilizzatori (come: Gillette, Metro e Wal-Mart).
Il quinto capitolo approfondisce, tramite il rilievo di esperienze dirette, il discorso sia delle applicazioni, sia del mercato.
L’ultimo capitolo tratta del problema della privacy legato alle RFID, con particolare riguardo all'atteggiamento del Garante italiano.

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6 INTRODUZIONE L’acronimo R.F.I.D. sta per Radio Frequency Identification o tecnica d’identificazione basata sulla radio-frequenza. Si tratta di una tecnologia che ha visto i suoi primi esordi già nella Seconda guerra mondiale, utilizzata inizialmente per il riconoscimento degli aerei amici oggi è una tecnologia in espansione, anche se ancora poco conosciuta. La tecnologia RFID è stata messa a punto attraverso il progetto “Costumer Intelligence” dallo scienziato Nicholas Negroponte, portato avanti da uno dei più prestigiosi istituti di ricerca mondiale, l’MIT di Boston, e sostenuto da grandi aziende multinazionali. Il fulcro di questa micro-rivoluzione sono i tag a radiofrequenza dotati di memoria e di un apparato ricetrasmittente capace di dialogare con lettori Wireless. La cosa sorprendente dei tag RFID è la straordinaria possibilità di unire dimensioni estremamente ridotte, a capacità di memoria dei chip molto grandi. Le RFID sono state classificate dalla teoria economica come General Purpose Technologies, ovvero una ventina di tecnologie così definite, che possono portare profonde modifiche sugli equilibri economici globali. Lo straordinario interesse di questa tecnologia può essere racchiuso nella definizione attribuita alle RFID intese come “Internet of the Things” (Internet degli oggetti),in quanto applicandole a qualsiasi

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Roberta Zega Contatta »

Composta da 255 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8915 click dal 26/07/2005.

 

Consultata integralmente 31 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.