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"Bisogna ragionare con il cervello, le pistole non bastano più". Azione, spettacolo e rivoluzione nel cinema di Sam Peckinpah

Azione, spettacolo e rivoluzione nel cinema di Sam Peckinpah, uno degli autori più estremi, innovativi e dissacratori del cinema hollywoodiano. Un'analisi divisa tra il periodo di mutamento del cinema statunitense tra gli anni '60 e '70, la sua poetica dei losers, l'apprendistato televisivo, le innovazioni stilistiche e narrative, il ritorno alla pura istintualità dell'essere umano.

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5 Introduzione Violento, fascista, brutale, misogino, immorale, perdente. Epiteti del genere Sam Peckinpah ne ha ricevuti a migliaia nel corso della sua avventura artistica. Aspetti del suo carattere (e della sua poetica filmica) che gli si sono appiccicati addosso ma che egli ha puntualmente fatto rimbalzare. In nome di una sovversiva insofferenza verso la società civile, le convenzioni sociali, l’ipocrisia dei rapporti prestabiliti, Peckinpah ha rappresentato attraverso il suo cinema il degrado e la negazione assoluta di un’America brutale e disumana. Mai il western ed il cinema d’azione avevano osato tanto. Filtrata attraverso l’esperienza televisiva, l’epopea della Frontiera diventa un campo minato dove l’immagine si frammenta in mille rivoli. L’espressione narrativa e quella linguistica trovano in Peckinpah i suoi punti estremi: da una parte c’è la codificazione innovativa di un cinema spettacolare ed “esplosivo”, crudo e sarcastico; dall’altra il contemporaneo superamento di molti canoni del classicismo hollywoodiano, una sperimentazione che appena creata dilata e porta all’eccesso queste nuove forme. Il ralenti (e la conseguente esasperazione della temporalità narrativa), lo split-screen, i movimenti armonici della macchina da presa, il fermo immagine, la fotografia densa ed evocativa del fido Lucien Ballard, gli zoom repentini, l’altrove evocato dai fuori campo sottolineano uno stile contaminato e spettacolare, una implosione derivante dallo choc che i mezzi di comunicazione in diretta hanno apportato ad una nuova generazione di registi. Personaggi geniali come Don Siegel, Robert Aldrich, Samuel Fuller, l’ala più intransigente del cinema hollywoodiano, quella schiera di autori che avevano fatto la guerra e da veterani erano passati ad un anarco sovversivismo sfrenato (di Fuller diceva Bertrand Tavernier: “è stato capace di distruggere le convenzioni come un visionario, non come un esteta”). Peckinpah appartiene a questa nuova schiera e attraverso la sua arte filmica distrugge gli Stati Uniti del XX secolo innalzando soavi elegie alla purezza primigenia del suo popolo. PDF created with pdfFactory trial version www.pdffactory.com

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Zoppo Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1107 click dal 25/07/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.