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Le politiche regionali dell'Unione europea nella prospettiva dell'allargamento

Le politiche regionali dell'UE: storia, strumenti, applicazioni, risultati, limiti e prospettive di riforme

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4 INTRODUZIONE Le politiche regionali, nella loro generale accezione di misure volte a contrastare l’insorgenza di disparità economiche e sociali tra le diverse regioni di un paese, fanno la loro comparsa, nell’Europa centro-occidentale e nell’America settentrionale, durante gli anni ’30 del secolo scorso, nell’intento di arginare le drammatiche conseguenze sociali che la “grande depressione” stava diffondendo principalmente nelle regioni ad alta concentrazione industriale monosettoriale. Questa “prima generazione” di interventi a finalità regionale consisteva, essenzialmente, di un’azione redistributiva volta a trasferire risorse fiscali dalle aree più ricche a quelle in difficoltà. Nel secondo dopoguerra si assiste, nei paesi dell’Europa occidentale, all’affermazione a livello politico ed istituzionale del pensiero economico keynesiano, i cui principi di piena occupazione e di eguaglianza interpersonale, letti ed applicati anche ad un livello “territoriale”, conducono all’adozione, oltre che di sistemi redistributivi delle risorse atti a contenere le disparità reddituali interregionali, di politiche finalizzate direttamente allo sviluppo industriale e produttivo delle aree depresse, incentivandovi gli investimenti mediante la concessione di facilitazioni fiscali o creditizie, ovvero con la diretta istituzione di imprese pubbliche nelle regioni meno sviluppate. La politica regionale si arricchisce, dunque, di un elemento inedito, intervenendo sulla distribuzione geografica delle attività economiche. Intanto, sin dagli anni ’50, sei Stati europei, ai quali si sono successivamente uniti altri nove paesi 1 , avevano intrapreso, mediante l’istituzione della Comunità economica europea, un processo di integrazione economica e, in parte, anche politica. A partire dagli anni ’70, la CEE ha, infatti, progressivamente rafforzato 1 Ai sei paesi fondatori (Germania, Francia, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo) si unirono, nel 1973, anche Gran Bretagna, Danimarca ed Irlanda. Quindi fu la volta della Grecia nel 1981, e di Spagna e Portogallo nel 1986. Oggi la Comunità europea conta quindici membri in virtù delle adesioni, nel 1995, di Austria, Finlandia e Svezia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mino Cavallo Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4172 click dal 03/08/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.