Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le strategie di integrazione produttiva nei settori maturi: il caso SCM Group Morbidelli spa

La scelta della struttura organizzativa ottimale è da sempre un punto fondamentale per la strategia complessiva d’impresa. I molteplici fattori che incidono su tale scelta rendono la tematica di assoluto interesse sia per gli economisti industriali e aziendali che per i managers impegnati direttamente nella realtà operativa.
La ricca letteratura economica sull’argomento e in particolare sulle strategie di integrazione produttiva contrapposte a quelle di esternalizzazione ha aperto un dibattito molto interessante e costruttivo che è divenuto importante ausilio per il management abbandonando mere discussioni teoriche e basandosi su analisi empiriche.
Questo testo vuole analizzare un caso pratico di integrazione produttiva dopo aver fornito delle basi teoriche nelle quali trovare riscontro.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 CAPITOLO PRIMO I CONFINI VERTICALI DELL’IMPRESA I.1 – LA SCELTA DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA OTTIMALE: DALL’APPROCCIO ORTODOSSO ALLA REALTA’ OPERATIVA La teoria economica ortodossa considera la scelta della struttura organizzativa come funzione esclusiva della tecnologia disponibile e delle economie di scala e di scopo da essa ottenibili. Oltre a vedere l’impresa come una mera funzione di produzione, la teoria economica considera l’integrazione complessiva del processo produttivo l’unica soluzione organizzativa in grado di creare, produrre e immettere sul mercato beni e servizi complessi in maniera efficiente. Una tale impostazione risulta però debole dinnanzi alla realtà operativa, in particolare stabilire a priori la validità assoluta in termini di efficienza della forma organizzativa integrata pare semplicistico ed inesatto. In qualsiasi mercato e per ogni prodotto i confini verticali dell’impresa vengono delineati sulla base di analisi di convenienza economica che fuggono da “ricette” prefissate ed universali volte al raggiungimento dell’efficienza organizzativa. L’eterna disputa tra sostenitori delle imprese integrate ed entusiasti dell’outsourcing, lungi dall’esser conclusa, ha raggiunto livelli dialettici più equilibrati e dopo aver prodotto una vastissima letteratura ha abbandonato la ricerca della “verità assoluta” per divenire un ottimo aiuto per i managers nell’implementazione delle strutture organizzative. E’ parere comune dei più noti economisti industriali che la scelta della struttura organizzativa ottimale debba essere effettuata caso per caso sulla base di un’analisi ad hoc dei costi e dei benefici derivanti dall’applicazione delle varie alternative possibili.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Grassetti Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2208 click dal 06/09/2005.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.