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La guerra delle Falkland/Malvinas

Nella primavera del 1982 il mondo assistette alla partenza dai porti della Gran Bretagna della più ampia task force navale che avesse mai navigato dalla fine della seconda guerra mondiale.
Obiettivo di questo imponente schieramento di forze era un arcipelago, quello delle Falkland/Malvinas, distante 8.000 miglia dalla madre patria, abitato da poco più di 1.800 persone.
L’arcipelago era stato invaso, il 2 aprile 1982, dall’Argentina, che ne reclamava da tempo la sovranità, benché questa fosse riconosciuta alla Gran Bretagna da quasi 150 anni.
Il conflitto che seguì l’invio della task force britannica ebbe una durata di 75 giorni, un teatro delle operazioni circoscritto alle sole Falkland e due soli protagonisti, ciò nonostante fu una terrificante anticipazione di come avrebbe potuto essere un conflitto combattuto con le più sofisticate armi esistenti e costituì un momento di grande difficoltà nella gestione delle relazioni internazionali, particolarmente per gli Stati Uniti e gli Stati del blocco occidentale.
Attraverso questo lavoro abbiamo cercato di dare un’idea generale e una spiegazione il più possibile esaustiva del conflitto che ha visto contrapposti il Paese europeo e quello sudamericano, considerando inoltre i ruoli avuti nella vicenda dagli USA, dall’URSS e da organizzazioni internazionali quali CEE, OSA, ONU e NATO.
Nel corso della trattazione abbiamo potuto evidenziare come le cause della crisi non siano da ritrovare in oggettivi contrasti di natura economica o politica fra i due contendenti e, di conseguenza, abbiamo rilevato come questo conflitto sia da ricondurre nella categoria dei conflitti di derivazione e di prestigio.
Seppur non abbia ricevuto eccessive attenzioni nel contesto della Guerra Fredda, tale conflitto ha costituito un importante test per la tenuta delle relazioni internazionali interne al blocco occidentale, ha contribuito, particolarmente in ambito europeo, ad un’evoluzione delle stesse, ha segnato la fine di una delle principali dittature militari dell’America Latina e ha costituito un importante banco di prova per tutta una serie di armamenti militari di nuova generazione, tanto da essere definito la prima guerra elettronica della storia.
Il conflitto ha rappresentato una sorta di cartina di tornasole degli effettivi rapporti fra gli Stati Uniti e i loro alleati europei e sudamericani, nonché dei rapporti fra gli stessi paesi appartenenti alle due realtà continentali, permettendo di testare anche il reale valore delle varie alleanze ed organizzazioni internazionali.
Rispetto al contrasto Est-Ovest, la crisi ha sancito la validità del principio di non interferenza nelle reciproche sfere di influenza fra USA e URSS.
L’influenza del conflitto è stata molto rilevante anche nel determinare un’accelerazione della democratizzazione dei paesi latinoamericani e una loro collettiva presa di coscienza della comunanza di interessi che li lega, nonché una tendenza sempre più forte a ricercare politiche comuni slegate dal controllo statunitense.
In prospettiva questa guerra può essere letta come un anticipazione di quella situazione che da lì a sette anni, con la fine della Guerra Fredda, sarebbe diventata la nuova principale problematica delle relazioni internazionali: il rapporto tra paesi del Nord e del Sud del mondo in un contesto che avrebbe visto ormai presente una sola superpotenza mondiale.

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3 1. Cenni generali sulle isole Falkland/Malvinas 1.1 La geografia dell’arcipelago L’arcipelago delle Falkland/Malvinas è situato nell’Atlantico del Sud, a circa 550 Km dalle coste della Patagonia, precisamente fra il 51º e il 52º grado di latitudine sud e il 57º e 61º grado di longitudine ovest di Greenwich. Dal punto di vista geografico le isole fanno sicuramente parte della piattaforma continentale sud-americana. L’arcipelago è costituito da due isole maggiori, la Falkland Orientale o isola di Soledad e la Falkland Occidentale o Gran Malvina, attorno alle quali si situano altre 6 isole di varia grandezza e circa duecento isolotti, per un’estensione complessiva di 11.961 kmq secondo le fonti inglesi e 11.718 kmq per le fonti argentine. 1 La morfologia del territori delle Falkland/Malvinas risulta in tutto analoga a quella della Patagonia continentale, presentandosi come una successione di piani ondulati interrotti da basse catene montagnose dai profili arrotondati, che raggiungono nel punto più alto, il monte Usborne, i 684m di altitudine. Sono presenti anche vasti territori paludosi. L’arcipelago comprende dal 1948 , come sue Dipendenze, le isole Georgias del Sud, le isole Sandwich del Sud, le isole Shetland Australi e le isole Orcadi Australi, oltre alla Terra di Graham, un tempo parte del Territorio Antartico Britannico, disabitate salvo la presenza di un centinaio di studiosi dell’Antartide. 2 Le condizioni climatiche, estremamente rigide, sono influenzate sia dalla latitudine, sia da correnti marine fredde, nonché da venti molto forti da nord-ovest, che hanno determinato la totale assenza di alberi. Si registrano inoltre abbondanti precipitazioni per tre quarti dell’anno. Il principale centro abitato dell’arcipelago è Port Stanley (Puerto Argentino secondo la denominazione argentina) dove si concentra più della metà della popolazione totale. 1 Cfr. R.Sala, Il conflitto delle Falkland/Malvinas: un’analisi sistemica, Franco Angeli, Milano 1996, pag. 26. 2 Cfr. A.Sinagra, Sovranità contesa, Giuffrè Editore, Milano 1999, pag. 4-5.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Semprebene Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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