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La filosofia della possibilità in Giacomo Leopardi

La filosofia della possibilità.

La difficoltà d’individuazione del percorso filosofico di Leopardi è forse dovuto all’innovazione che egli apporta al modo di filosofare, di pensare la filosofia e di considerare l’uomo. Questa difficoltà pare insormontabile; se poi si guarda alla frammentarietà dello Zibaldone, alle sue dimensioni, si resta sconfortati, nonostante gli indici.
Non ci sono divisioni in capitoli, né titoli, lo Zibaldone sfugge a questo schema, appare piuttosto come un pensiero in movimento, contraddittorio, razionalmente inafferrabile, definibile solamente aggrappandosi alla poesia. Ed in parte è così. Qualunque tentativo di racchiuderlo è destinato a fallire, proprio per il fatto che è altro da ciò che significava fare filosofia fino ad allora, ed anche oggi alcuni storcerebbero il naso al pensare Leopardi tra il gotha del pensiero contemporaneo.
Già davanti all’idea ricorrente del suo pensiero, in molti dovranno ricredersi.
Questa parola più che mai può essere iscritta a suggello dell’inizio della nuova era filosofica, costituisce l’apertura che dal nulla volge verso il mondo, verso la vita.
“POSSIBILITÀ”: è questa la chiave di volta, la grande intuizione leopardiana.
Leopardi fonda il suo pensiero ontologico, antropologico e politico-sociale su quest’idea base. Ed è questa l’idea che scorre lungo tutto il corso del pensiero contemporaneo.
Se di essere si può parlare con Leopardi, è in maniera totalmente diversa da quanto si è fatto fino ad allora. L’essere si trova capovolto nelle sue basi fondanti, spogliato delle sue qualità più proprie.
L’essere diventa essere possibile, e la possibilità, in quanto totale libertà e assenza di fondamento, è l’unica qualità necessaria: “Da che le cose sono, la possibilità è primordialmente necessaria, e indipendente da checchè si voglia. Da che nessuna verità o falsità, negazione o affermazione è assoluta, com'io dimostro, tutte le cose son dunque possibili, ed è quindi necessaria e preesistente al tutto l'infinita possibilità” .
Aprire il discorso ontologico leopardiano parlando della possibilità piuttosto che del nulla vuol dire capovolgerne il suo sviluppo, e affrontare di conseguenza con occhi diversi anche la critica.

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3 La filosofia della possibilità. La difficoltà d’individuazione del percorso filosofico di Leopardi è forse dovuto all’innovazione che egli apporta al modo di filosofare, di pensare la filosofia e di considerare l’uomo. Questa difficoltà pare insormontabile; se poi si guarda alla frammentarietà dello Zibaldone, alle sue dimensioni, si resta sconfortati, nonostante gli indici. Non ci sono divisioni in capitoli, né titoli, lo Zibaldone sfugge a questo schema, appare piuttosto come un pensiero in movimento, contraddittorio, razionalmente inafferrabile, definibile solamente aggrappandosi alla poesia. Ed in parte è così. Qualunque tentativo di racchiuderlo è destinato a fallire, proprio per il fatto che è altro da ciò che significava fare filosofia fino ad allora, ed anche oggi alcuni storcerebbero il naso al pensare Leopardi tra il gotha del pensiero contemporaneo. Già davanti all’idea ricorrente del suo pensiero, in molti dovranno ricredersi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Tobia Bianco Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8517 click dal 02/09/2005.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.