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Adattabilità e produttività di genotipi differenti di colza in Calabria - Un quadrinnio di ricerca

La produzione di colza in Calabria. Un quadriennio di ricerca.

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2 PARTE INTRODUTTIVA 1. Brassica napus L. var. oleifera D.C. 1.1 Origine, diffusione e importanza economico-agraria Il colza allo stato spontaneo era presente originariamente in Europa e in Nord africa; la domesticazione della specie, come per il ravizzone, sembra sia iniziata allorché il valore del seme, rinvenuto come comune malerba nei seminativi dei cereali, cominciò ad essere apprezzato. Entrambe le specie si presume siano state coltivate come colture da olio in quei paesi dove non erano ancora diffusi l’olivo ed il papavero ed a causa della difficoltà di distinguere i semi, poco si sa circa la distribuzione geografica distinta per ciascuna coltivazione. Le più antiche testimonianze si ritrovano in alcuni scritti sanscriti indiani risalenti ad un periodo di tempo compreso tra il 1500 ed il 200 a.c. La letteratura giapponese riporta che la specie fu introdotta in Giappone dalla Cina e dalla Corea circa 2000 anni fa. Si suppone, inoltre, che la coltura si sia diffusa in Europa nel XIII secolo, ma qualche autore è del parere che ciò sia avvenuto non prima del XVIII secolo. Nel Nord Europa, nel tardo Medio Evo, l’olio era certamente impiegato nell’illuminazione pubblica e privata, mentre in epoca moderna, con lo sfruttamento dei derivati del petrolio ed infine del gas naturale, l’olio di colza è entrato in forte competizione con altri oli tipici dei paesi tropicali e subtropicali (palma e palmisto). È provato che l’Olanda alla fine del 1700 era l’unico paese europeo che coltivava colza per granella, la coltura si diffuse quindi in Germania e poi nel resto d’Europa.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Antonella Laganà Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 878 click dal 07/09/2005.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.