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La risata di Dio: Libertà e necessità ne ''L'insostenibile leggerezza dell'essere'' di Milan Kundera

Kundera ha sempre rif iutato per i propri scritti la definizione di “romanzo filosofico”: questo perché, come abbiamo detto all’inizio, egli non si propone di dare delle risposte, quanto piuttosto di suscitare interrogativi e riflessioni. Con questo lavoro si vuole appunto dare voce a queste riflessioni e alle implicazioni filosofiche a cui conducono, approfondendo le nozioni di leggerezza e pesantezza e la loro relazione con i concetti di libertà e necessità, e cercando di mettere in luce le connessioni con i filosofi che più hanno influenzato il pensiero di Milan Kundera, in particolare con le teorie di Jean Paul Sartre e di Friederich Nietzsche. Speriamo, con ciò, di non arrecare un torto all’autore, ma di riuscire piuttosto a proporre una chiave di lettura inedita ed innovativa per uno dei romanzi che hanno meglio rappresentato la nostra epoca.

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Note biografiche Milan Kundera nasce a Brno il 1° Aprile 1929. Figlio di Ludvik Kundera, allievo del noto compositore ceco Leoš Janáček ed egli stesso importante pianista, Milan imparò sin da piccolo a suonare il pianoforte, studiando in seguito musicologia e perfino facendo parte, per un certo periodo, di un piccolo gruppo jazz. Insieme alla grande passione per la musica, che avrà una profonda influenza sul suo stile narrativo 1 , emergerà dopo il diploma anche l’amore per gli studi umanistici: nel 1948 si iscrive dapprima alla Facoltà delle Arti della Charles University, dove studia estetica e letteratura, quindi passa alla Film Academy, dove apprende nozioni di regia e scrittura per il cinema. Sono gli anni dell’entusiasmo per la fine della guerra e per il crollo del regime nazista, e come molti ragazzi Cechi della sua età, anche il giovane Kundera 2 aderisce al Partito Comunista, nella cui ideologia crede di trovare un futuro di democrazia e libertà. Aspettative presto deluse quando nel 1950, a causa della sua ferma opposizione alle restrizioni imposte dal regime alla letteratura e alla stampa, viene espulso con l’accusa di attività contro il partito, ed è costretto a sospendere gli studi universitari. Laureatosi nel 1952, riuscirà poi ad ottenere un posto come professore di 1 Kundera è infatti solito definire i suoi romanzi “polifonici”, volendo indicare con questo termine lo svolgimento della struttura narrativa lungo temi principali, di volta in volta sviluppati su innumerevoli variazioni. 2 Nel 1948 lo scrittore era appena diciannovenne. 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Ardito Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6774 click dal 05/09/2005.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.